SI PREPARA ai grandi festeggiamenti del 26 febbraio 1 2010 in mezzo a qualche difficoltà, la Biblioteca Nazionale di Firenze, «nata dalla biblioteca privata di Antonio Magliabechi, costituita da circa 3Omila volumi, lasciata nel 1714, secondo il suo testamento a beneficio universale della città di Firenze». Così recita la scheda storica della prestigiosa istituzione. Venendo all'oggi, la Nazionale ne ha passate davvero tante: certo il grosso l'ha fatto l'Arno nel 66. Ma anche in tempi ben più recenti fra pensionamenti mai rimpiazzati, cronica carenza di fondi, la presenza di topi negli uffici e infine l'allagamento della Sala di Lettura, gli ostacoli non sono certo mancati. Tenacemente superati con determinazione da Antonia Ida Fontana, storica direttrice che dal 6 di marzo andrà in pensione, lasciando il suo ufficio e l'appartamento destinato al dirigente affacciato sui tetti, e la sua amatissima Biblioteca. Il successore? Tante voci, ma di certo c'è solo che verrà da fuori. Come lo scorso anno, si ripropone anche questo Natale la drastica riduzione servizi: «Si comunica ai signori utenti che, causa carenza di personale, nel periodo compreso tra il 23 dicembre e il 5 gennaio compresi, la Biblioteca sarà aperta al pubblico esclusivamente dalle ore 8,15 alle ore 13,30 recita il cartello all'ingresso». Nel luglio scorso, la riduzione di orario si rese nuovamente indispensabile, culminando in una lettera aperta, sottoscritta da alcuni docenti, ricercatori, laureandi e studiosi, uniti nell'associazione lettori Gianni Isola dello storico archivio, indirizzata al ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Qualche settimana prima Antonia Ida Fontana, incontrando alcuni rappresentanti del Consiglio regionale, aveva chiesto «almeno 500 unità di personale, nuovi spazi per l'immagazzinamento dei volumi, oltre a un considerevole aumento di budget per far fronte alle spese ordinarie». Ma neppure l'autonomia, faticosamente ottenuta, è stata di grande aiuto. E PENSARE che la Biblioteca Nazionale di Firenze ha il compito di raccogliere l'intera produzione culturale nazionale di ogni anno. Ciò significa raccogliere ogni dodici mesi dalle 50 alle 60 mila monografie, più di 300 mila testate e periodici. Da alcuni anni, anche per un taglio consistente di personale (209 dipendenti contro i 334 del 1996, si legge nella lettera), l'organizzazione della struttura rischia di collassare. Come se non bastasse «il finanziamento per l'acquisto di libri e documenti è stato decurtato a 29lmila euro, costringendo a interrompere molti abbonamenti importanti», il lamento della direttrice. Solo per dare un'idea, nel 1996 il finanziamento era pari ad un miliardo e mezzo di lire, circa 775mila euro... Difficile andare avanti in queste condizioni. Eppure l'ottimismo è una dote che caratterizza la direttrice: «Per il prossimo anno speriamo in una dotazione adeguata da parte del ministero conclude Antonia Ida Fontana L'anno scorso siamo rimasti perfino senza carta igienica». Proprio parlando di questioni fiorentine il ministro Bondi recentemente ha annunciato che 200 milioni di euro, l'80 per cento dei quali destinati ai beni culturali, sono in arrivo da Arcus. «Oltre a questi 200 milioni stanziati ci sono poi altre risorse di Arcus ha assicurato Bondi che il ministero ha preferito non investire subito in vista di altre possibili esigenze come le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia». Speriamo che per la Biblioteca Nazionale, questa volta l'alluvione sia di soldi.
FIRENZE - Un grande patrimonio senza più soldi
La Biblioteca Nazionale di Firenze, fondata da Antonio Magliabechi nel 1714, ha affrontato numerose difficoltà negli ultimi anni, tra cui la carenza di fondi, la riduzione degli orari di apertura e la mancanza di personale. La direttrice Antonia Ida Fontana ha chiesto un aumento di personale e di budget per affrontare le spese ordinarie, ma la sua richiesta non è stata soddisfatta. La biblioteca ha dovuto interrompere molti abbonamenti e ha dovuto affrontare problemi di manutenzione, come l'allagamento della Sala di Lettura. Nonostante queste difficoltà, la direttrice mantiene un ottimismo per il prossimo anno, sperando in una dotazione adeguata da parte del ministero.
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