Marco Di Lello, assessore regionale all'Urbanistica della Campania, è stato il primo a fare ricorso contro il condono edilizio. Quanti campani hanno presentato domanda nonostante la Regione abbia fatto di tutto per dissuaderli? «Pochi, sono alcune centinaia». Cosa rischiano? «Il condono cancella le norme penali. Ma la Corte costituzionale ridà alle Regioni competenza sul territorio. Quindi il reato è cancellato ma la casa sarà abbattuta». Però il condono potrebbe essere riscritto, lo annuncia La Loggia. «Peccato che lo faccia proprio il ministro degli Affari regionali. Comunque con le regole indicate dalla Consulta toccherà alle Regioni fissare la volumetria: noi indicheremo un metro cubo. In sostanza lo renderemo inefficace». La Consulta ha anche bocciato la vostra legge, però. «L'abbiamo fatta per legittima difesa. Per vincere il ricorso abbiamo atteso dieci mesi: era importante dare un segnale rapido per evitare il dilagare degli abusi». Abusi che si sono fermati? «Solo in parte. Comunque tutto questo parlare di condono edilizio ha provocato un via vai di costruzioni illegali. Adesso però il Tar non potrà più fermare le demolizioni, come ha fatto in questi mesi proprio in attesa che si chiarisse la normativa. Solleciteremo i Comuni a intervenire». Non si rischia uno scontro con le popolazioni? «Non c'è più l'abusivismo di necessità. Siamo di fronte a ville nei parchi, a seconde case. Questo è abusivismo d'élite».
CONDONO EDILIZIO - In Campania
Marco Di Lello, assessore regionale all'Urbanistica della Campania, è stato il primo a fare ricorso contro il condono edilizio. Solo alcune centinaia di campani hanno presentato domanda nonostante le Regione abbia fatto di tutto per dissuaderli. Il condono edilizio cancella le norme penali, ma la Corte costituzionale ha ridotto la competenza alle Regioni sul territorio. Questo significa che il reato è cancellato, ma la casa sarà comunque abbattuta. Il ministro degli Affari regionali ha annunciato che il condono potrebbe essere riscritto. La Consulta ha anche bocciato la legge per legittima difesa. La Regione ha atteso dieci mesi per vincere il ricorso e ha fermato solo in parte gli abusi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo