«Ci vuole una visione d'insieme per affrontare correttamente le decisioni che riguardano la città, per le mura, per i parcheggi, per gli edifici dismessi». È il pensiero di Andrea Alberti, Soprintendente ad interim ai Beni Ambientali e del Paesaggio di Verona. L'intervista Andrea Alberti e il disegno di Verona: spesso prevale la logica del contrasto «Park, serve una visione d'insieme. Coprire l'Arena? Anche il Garda...» Il sovrintendente: «L'ex Passalacqua può essere un progetto pilota» VERONA «Ci vuole una visione d'insieme per affrontare correttamente le decisioni che riguardano la città, per le mura, per i parcheggi, per gli edifici dismessi». È il pensiero di Andrea Alberti, Soprintendente ad interim ai Beni Ambientali e del Paesaggio di Verona, una carica che divide con Brescia, coprendo un arco territoriale di sei provincie. Che impressione si è fatto di Verona in questi primi mesi di incarico? «È una città bellissima. Dove forse però prevale la logica del contrasto piuttosto che della collaborazione». Parcheggi intorno all'Arena, parcheggi sotterranei nel centro storico, parcheggi sotto i valli delle mura: quale di queste proposte le sembra valida per risolvere l'assalto delle automobili? «È chiaro che le auto nei centri storici non sono belle, anche quelle intorno all'Arena andranno tolte appena saranno pronti i parcheggi sotterranei in costruzione. A Parigi i parcheggi sotterranei sono stati fatti con successo, a Firenze l'esperienza è stata invece negativa, a volte però, come ho visto dalla mia esperienza in altre città, la soluzione alternativa è lì, e non la si vede. Ci sono molte aree che costituiscono delle ferite nei centri storici, brutti condomini, caserme abbandonate, edifici industriali dismessi, che possono essere trasformati in parcheggi e riabilitati. Certo non si può pensare- come ho visto accadere a Ferrara dove i progetti che si presentavano erano tutti sotto il Castello- di arrivare in macchina sotto all'Arena. Sono sicuro che anche Verona ha tante soluzioni alternative. E, in generale, sarebbe doveroso che ci fosse più collaborazione tra demanio, statale e militare, e comuni ». Nello specifico delle mura cosa pensa della proposta parcheggi sotto i valli? E che idea si è fatto del progetto per l'ex Passalacqua? «Prima di fare progetti di garage è necessario un cammino preliminare attraverso un attento censimento per valutare le criticità e le aspettative intorno alle mura, per mettere fine ad un uso storicamente casuale della cinta veronese. La cinta muraria che definisce il disegno della città è uno degli aspetti urbanistici più interessanti, e Verona ha ora una grande occasione. Quanto al progetto per l'ex Passalacqua, ora in corso di valutazione, credo possa essere un progetto pilota, dove si unisce all'esistenza di un manufatto pregevole, le mura, un utilizzo interessante, case popolari e residenze universitarie, con il parco. Siamo ancora a livello di confronto, bisogna capire cosa si intende per parco: non basta piantare degli alberi, ci vuole un disegno, è il momento di pensare alla capacità gravitazionale delle mura». Dalla vendita di Palazzo Gobetti una parte dell'incasso andrà alla soluzione di problemi stradali: così non si rischia l'erosione del patrimonio? «C'è un vizio di fondo, qualcosa che non va nel sistema: si fa un gran parlare di consumo del territorio, ma per la vita dei Comuni il maggior introito è rappresentato dagli oneri di urbanizzazione. Allora si amplia il disegno della città, ma poi i nuovi quartieri hanno bisogno di servizi, che significano spese, così si ricomincia per ricavare fondi. Un circolo vizioso da cui non si esce, che si deve interrompere ». Coprire l'Arena per proteggere gli spettatori dalla pioggia? «E perché non coprire anche il Lago di Garda per proteggere i turisti? L'Arena sinceramente mi sembra un monumento un po' maltrattato, d'estate circondato da gru, camion, sovrastrutture... credo che si potrebbe pensare a delle soluzioni un po' più rispettose ».
VERONA L'intervista Al sovrintendente: Nodo parcheggi? Ora è necessaria una visione unica
Andrea Alberti, Soprintendente ad interim ai Beni Ambientali e del Paesaggio di Verona, ha espresso la necessità di una visione d'insieme per affrontare le decisioni che riguardano la città, le mura, i parcheggi e gli edifici dismessi. Secondo lui, la logica del contrasto prevale spesso nella pianificazione urbana, mentre la collaborazione tra demanio, statale, militare e comuni è necessaria. Ha espresso la sua opinione sul progetto per l'ex Passalacqua, che potrebbe essere un progetto pilota, e ha sottolineato l'importanza di un disegno attento e di un censimento preliminare per valutare le criticità e le aspettative intorno alle mura.
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