La fila silenziosa davanti al Cenacolo s'era così allungata, in tarda mattinata, che scodava in corso Magenta a occupava la pensilina del tram: «Abbiamo dovuto tagliare i tempi di visita all'Ultima cena, da quindici a dieci minuti, per soddisfare tutte le richieste», racconta (soddisfatto) il direttore Giuseppe Napoleone. Piazza Scala, col labirinto di transenne e cartelli, sembrava il check-in di Linate: il «San Giovanni Battista» di Leonardo ha messo in attesa oltre 6 mila persone. Milanesi, per lo più. I turisti di casa. Pensionati, famiglie, studenti. I bambini in braccio ai genitori. Eccoli, dalla Pinacoteca di Brera al Castello, da Palazzo Marino alle Grazie. Il Sant'Ambrogio dell'arte, il lunedì dei musei aperti e gratuiti, «è stata una scommessa vinta»: quasi 20 mila ingressi in fondo a code infinite, umide, bagnate di pioggia. «C'è una fame di cultura alla quale le istituzioni devono dare una risposta», commenta il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi. Numeri da FuoriScala. Oltre 4.600 presenze a Brera, altre 1.800 all'Ultima Cena («Grazie al personale»), più di 6.500 per l'«altro» Leonardo esposto a Palazzo Marino, oltre 5 mila ingressi allo Sforzesco. Sembrava la Milano del design , del salone del mobile e della moda: una città aperta attorno alla prima scaligera. Il 7 dicembre di tutti. Per Brera e Cenacolo è stato un debutto, nel tradizionale lunedì di riposo: un'operazione resa possibile dal contributo di uno sponsor, la Banca Popolare di Milano, che ha finanziato i turni straordinari di archivisti e custodi (ma bastavano 7 mila euro). «Iniziative come questa aggiunge Bondi sono possibili grazie alla collaborazione e allo spirito di servizio dei lavoratori del ministero dei Beni culturali, alla sensibilità di realtà private sempre più vicine al nostro straordinario patrimonio culturale e alla grande innovazione portata dalla neonata direzione generale per la Valorizzazione », l'ufficio di Mario Resca, prossimo commissario straordinario di Brera. Il ministro conclude con un augurio, e cioè che «un simile successo sia da stimolo per proseguire nell'indispensabile opera di rilancio dei nostri musei». Così Sandrina Bandera, la soprintendente della Pinacoteca: «Il pubblico di Milano si dimostra colto, aperto e intelligente. Venire a Brera, in un giorno di festa e bancarelle, è stato un risultato inaspettato». Da replicare? «Avessi più sponsor, aprirei anche la sera. Certo, dobbiamo pure migliorare la nostra offerta: i lavori per i nuovi cartelli e l'illuminazione proseguono, nel 2010 saranno conclusi». Da notare: ieri è andata bene anche la cultura a pagamento. Folla alla mostra di Hopper a Palazzo Reale (2.141 biglietti) e in Triennale. Le visite al sottomarino Toti, nel Museo della Scienza, sono andate esaurite di prima mattina: «Abbiamo avuto le file all'ingresso anche prima dell'apertura». A fine giornata, i biglietti staccati erano 2.100. Un altro record.
MILANO - Brera e Cenacolo, record di visitatori. ventimila in coda per i musei gratis. Bondi: iniziative possibili grazie ai privati
Il riassunto è il seguente:
La fila silenziosa davanti al Cenacolo s'è allungata in corso Magenta, occupando la pensilina del tram. Il direttore Giuseppe Napoleone ha dovuto tagliare i tempi di visita all'Ultima cena da 15 a 10 minuti per soddisfare le richieste. A Palazzo Marino, il San Giovanni Battista di Leonardo ha messo in attesa oltre 6 mila persone. Il lunedì dei musei aperti e gratuiti, il Sant'Ambrogio dell'arte ha ricevuto quasi 20 mila ingressi. Il ministro Sandro Bondi ha commentato che c'è una fame di cultura che le istituzioni devono rispondere. Numeri da FuoriScala: oltre 4.600 presenze a Brera, 1.
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