Ha il fiato grosso il turismo nel Circondario. A causa di chi o di che? Al di là della partecipazione a qualche fiera nazionale, si ha la sensazione che ognuno voglia andare per conto suo, che non esista un progetto unitario. Doveva essere la via Francigena. In questo senso si erano espressi i sindaci in un incontro informale a Montaione, qualche tempo fa. La via Francigena come priorità e collante d'iniziative. Ma il discorso è rimasto lì. Anzi, la Valdelsa ha teso a mettersi con il Senese, fino ad arrivare a un protocollo d'intesa. Il che ha indotto Fucecchio a fare altrettanto con Altopascio e i comuni della zona del cuoio. Non va bene. Bisogna che il Circondario prenda saldamente in mano la situazione, in considerazione anche delle ultime mosse della Regione. L'assessore regionale Cocchi ha presentato, a Roma, un piano (Master plan) per quanto riguarda i quattrocento chilometri della strada medievale in Toscana. Ci sono dentro la segnaletica (in alcuni tratti il Ministero ha provveduto a fare quella per il percorso a piedi), quattro milioni di euro da assegnare ai Comuni per arredo urbano, restauro e messa in sicurezza dei percorsi, attrezzature di sosta, e altri quattro milioni, cofinanziati dai Comuni, per strutture: ostelli, uffici turistici e d'accoglienza, restauri di beni storici e architettonici. Cocchi ha avuto modo di dire: «Da tempo la Regione ha assunto come priorità culturale e turistica la valorizzazione di un itinerario dentro la Toscana medievale, immerso in un paesaggio di fascino straordinario, che niente ha da invidiare al più celebre Cammino di Santiago. Un itinerario che può veramente, per bellezza e capacità di evocazione, essere preso come paradigma del nuovo modo di viaggiare slow, facendo del viaggio un viaggio interiore, un percorso dello spirito, religioso o laico che sia, che arricchisce la storia e l'esperienza personale». Oltre a questo, servono iniziative culturali, d'attrazione. Coordinate. Per un turismo durevole. (r.c.)