SPECIALE LUCE E ARTE IN LOMBARDIA Mostra2. La seconda fase del progetto prevede la realizzazione dello spazio espositivo Artbox che metterà i visitatori «a tu per tu» con un capolavoro alla volta Il San Benedetto di Antonello da Messina e il Giulio Romano di Tiziano sono recenti acquisti della Regione Una seconda fase del progetto "La Regione dà luce all'arte" prevede l'installazione nell'atrio istituzionale del grattacielo Pirelli, di un "Artbox", uno spazio esclusivo e privilegiato nel quale verranno esposte, per la durata di circa un mese ciascuna, quattro opere rispettivamente di Antonello da Messina, Tiziano Vecellio, Francesco Hayez e Mario Sironi. La prima dal 3 dicembre al 10 gennaio 2010 sarà il Ritratto della contessa Teresa Zumali Marsili con il figlio Giuseppe, realizzato da Francesco Hayez nel 1833 conservato nei Musei Civici di Lodi, di proprietà della locale azienda ospedaliera capolavoro del pittore e un documento del livello europeo raggiunto dalla ritrattistica italiana dell'Ottocento. Gli altri appuntamenti saranno, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2010 con il San Benedetto, 1470 ca, di Antonello da Messina; dal 18 febbraio al 21 marzo 2010, con il Ritratto di Giulio Romano, 1536 o 1538, di Tiziano Vecellio, e dal 25 marzo al 25 aprile 2010, con il Ritratto di Carlo Carvaglio, 1932- 1933, di Mario Sironi. Due dei quadri scelti come "Artbox" sono acquisti recenti della Regione grazie a una legge opportuna del 1995. Si tratta del San Benedetto, una tavola di ottima conservazione appartenente a un trittico le cui altre due parti sono state in seguito acquistate dalla Galleria degli Uffizi. Il secondo acquisto della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova, di grande interesse non solo artistico, ha tenuto in vista l'ambiente mantovano del tempo di Federico II Gonzaga, assicurando all'Italia e alla Lombardia il Ritratto di Giulio Romano eseguito da Tiziano e apparso recentemente sul mercato londinese. Il ritratto dell'allievo e collaboratore di Raffaello, chiamato a Mantova nel 1524 in qualità di architetto, fu eseguito in occasione di una visita del veneziano alla corte gonzaghesca negli anni Trenta del Cinquecento. Tenendo nelle mani un foglio dove è tracciato un edificio a pianta circolare, Giulio si presenta come architetto, una qualifica che si doveva ritenere superiore a quella di pittore.