Il presidente della Repubblica dagli artisti "Farò il possibile per questo teatro e per la cultura". Bondi non si fa vedere, nel palco reale Alì Ben Bongo del Gabon Stanca fa lironico: "Forse a questo esecutivo non piace la lirica" A rappresentare lesecutivo, solo i ministri Maurizio Sacconi e Michela Vittoria Brambilla, che neppure si accorge della contestazione messa in scena da lavoratori dellAlfa e centri sociali: «Ah sì? Hanno lanciato uova? Non ho visto, sapete, sono senza lenti a contatto». Non vede e non sa, la titolare del Commercio: «Non so chi cè e chi no tra i miei colleghi, posso solo dire perché ci sono io: la Scala è il marchio più importante per promuovere lItalia nel mondo». E poi a lei piace tanto la lirica, qui ci veniva sempre da ragazzina: palco di famiglia, e «durante lintervallo ne approfittavo per fare i compiti». Ci veniva anche il padre di Paolo Romani: «Faceva la comparsa, solo così poteva assistere agli spettacoli scaligeri», ricorda il viceministro alle Attività produttive. Che giudica "molto opportuno" il minuto di silenzio osservato prima dellesecuzione dellInno, un modo per ricordare le troppe vittime della crisi economica. Ma Romani a quellomaggio non può assistere. Un commesso sbaglia ad assegnare i posti a lui e alla figlia, numero 7 e 8, fila M, e così il viceministro si fa tutto il primo atto nel foyer. «Il personale non è più quello di una volta», commenta stizzito. Due ministri, un vice e un sottosegretario (Rocco Crimi, allo Sport). Un po poco, nonostante quel che pensa il sindaco: «No, il governo non ha disertato». La star della serata è Giorgio Napolitano. Applausi al suo ingresso, quasi unovazione alla fine del secondo atto, quando il Presidente riceve in una saletta una delegazione di artisti. Gli parlano dei tagli agli enti lirici, e lui: «Voi sapete che non ho la bacchetta magica, né i cordoni della borsa, ma quello che posso fare per il teatro, la cultura, la Scala, lo farò». La Moratti prende la palla al balzo e rilancia la proposta di fare della Scala un teatro nazionale: «Cerchiamo di dimostrare che con tutto il lavoro che facciamo, noi meritiamo unattenzione particolare». Chissà. Poca politica, in questa Prima, però aleggia la polemica alimentata dai leghisti contro il cardinale buonista e accostato addirittura a un imam. Ancora Romani: «Calderoli? Non commento, ma tutti sanno come io la pensi». Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo Milano 2015: «Ci sono troppi soprano in giro, sarebbe bene che tutti abbassassero i toni». Non li abbassa il leghista Matteo Salvini, completo grigio e cravatta verdina: «Gli zingari che ci piacciono li vediamo sul palco nella Carmen, mentre quelli che non ci piacciono, purtroppo, li vediamo tutti i giorni nei nostri quartieri». Il sindaco glissa «parliamo solo di Scala, la musica e la cultura sono un ponte verso le culture diverse dalla nostra».