Lintervento Quello sollevato da Elisa Del Prete, giovane curatrice della prossima rassegna Networking, che forse non si farà mai, è un problema che riguarda la cultura cittadina tutta e, nello specifico, i modi con i quali si scelgono, si finanziano e poi magari si abbandonano le iniziative. Nella scorsa primavera la Provincia di Firenze, nellambito della consueta edizione del Genio Fiorentino, partecipò alla elaborazione e finanziò, con un cifra rilevante, stART point, una rassegna inedita che, nonostante i tempi di realizzazione incredibilmente brevi, riuscì a coinvolgere circa trecento giovani autori, studenti o ex studenti dellAccademia di Belle Arti fiorentina che invasero, è il caso di dirlo, con mostre, installazioni, video e performances, circa trenta punti strategici della città. A questa pacifica invasione si aggiunsero una serie di incontri serali con curatori, critici, filosofi. Sulla scia dellentusiasmo per questo successo lAccademia ha già da tempo iniziato a progettarne ledizione 2010. Agli spazi fiorentini, pubblici e privati, si è aggiunto il Museo Pecci di Prato, dove lAccademia ha da due anni installato i propri corsi specialistici. Sono in corso trattative con Pistoia e, non ultimo, con le accademie di Parigi e di Vienna, con le quali è stato recentemente firmato un gemellaggio. Salutata da tutti come un successo, stART point non ha però nessuna garanzia di sopravvivere alla sua prima e finora unica edizione. Nessuno fra gli Enti ai quali ci siamo rivolti ha detto no. Ma nessuno ha neppure detto sì. Si va avanti rischiando il tutto per tutto? Ci si arresta vanificando il lavoro, la rete di relazioni, di professionalità, le aspettative, tutto? Anche gli investimenti finanziari della scorsa edizione, che senza continuità diventerebbero soldi buttati? Difficile dirlo. Nessuno dice no, nessuno dice sì. E quello che lamentava la giovane Elisa Del Prete a proposito di Networking. Alla inaugurazione del recente festival "Lo schermo dellarte", di fronte a una folla assolutamente strabocchevole che aveva preso dassalto il cinema Odeon e che non riusciva ad entrare, lassessore regionale alla cultura, Paolo Cocchi, non trattenne il proprio entusiasmo. Ma Cocchi sa, e tutti gli altri amministratori sanno, che il pubblico si crea con la continuità, con la perseveranza. E una volta creato non lo si può abbandonare. Significa buttare risorse, finanziarie, umane e intellettuali. Tutto quello di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Anche noi aspettiamo una risposta. Lautrice è direttrice dellAccademia di Belle Arti di Firenze