Sono previsti parecchi sistemi di controllo e 19 piazzole di soccorso Le maggiori perplessità sulla sicurezza della linea di Alta velocità Salerno-Milano-Torino si concentrano su quella lunga successione di gallerie per 73 chilometri che bucano lAppennino collegando Bologna a Firenze, la pianura padana con il centro Italia. Cosa potrà succedere in caso di incidente lì sotto? Le perplessità hanno toccato anche il Comune di Bologna perché una delle piazzole di soccorso nel territorio delle due torri, manca di adeguate vie daccesso rapide. La cosa è stata fatta notare dallassessore alla Mobilità Simonetta Saliera, ma finora non si intravedono rimedi se non nellattuazione delle opere relative al «nodo di Rastignano» con relativa variante alla Statale della Futa che risolverebbe il problema. Per il resto, la sicurezza nelle gallerie è garantita da parecchi sistemi di controllo e da 19 piazzole di soccorso. Sette di esse sono collocate agli imbocchi delle gallerie stesse, mentre dodici conducono, tramite tunnel di soccorso della lunghezza variabile da 140 metri a 1,5 chilometri, ai binari. I treni, in caso di incidente, sono controllati da un complesso apparato, definito dalla sigla «ertmsetcs», in grado di farli fermare in corrispondenza di una via di fuga su un lato o sullaltro della galleria. Contemporaneamente si fermeranno anche tutti gli altri convogli su quella linea e i passeggeri potranno scendere rapidamente sul marciapiede dove un altro sistema acustico-luminoso indicherà la via di fuga. Il punto di fermata sarà in corrispondenza di due passerelle per consentire il passaggio da una parte allaltra delle rotaie. Una volta raggiunte le porte che immettono sulle vie di fuga (vere gallerie percorribili dai mezzi di soccorso) si accede a una «camera di transizione» attrezzata per impedire ai fumi di entrarvi e quindi a una piazzola dove si potrà attendere il soccorso. Le uscite di sicurezza sono a una distanza media di 4 chilometri luna dallaltra. Fa eccezione la galleria più lunga, quella di Vaglia (18 chilometri), che avrà vie di fuga distanti 2,5 chilometri e una seconda galleria di servizio parallela lunga 9 chilometri che condurrà allesterno. I tunnel sono attrezzati con impianti telefonici e altre apparecchiature di sicurezza per comunicare con i soccorritori, mentre la galleria dove passano i convogli dispone di una meccanismo di ventilazione che, in caso di incendio, spinge automaticamente i fumi dalla parte opposta rispetto alla via di fuga. Il presidente del Crufer: "Credo ci sia poco da illudersi" E i pendolari protestano "Per noi andrà solo peggio" I pendolari non credono alle promesse fatte dalle Ferrovie e dalla Regione secondo le quali migliorerà di molto il servizio a loro destinato. «Credo che ci sia poco da illudersi - commenta Giuseppe Poli presidente del Crufer, il coordinamento dei comitati dei pendolari dellEmilia Romagna - perché per due anni la situazione non cambierà. Anzi - aggiunge - può essere che peggiori». Il timore dei clienti abituali delle Ferrovie riguarda il nodo bolognese che ancora dispone di soli sette binari passanti visto che buona parte della stazione è occupata dai lavori di realizzazione della fermata sotterranea dellAlta velocità. «Il numero di treni crescerà e pertanto quelli dei pendolari dovranno attendere per entrare in stazione o fermarsi appena partiti per dare la precedenza agli Eurostar». Ma il «Crufer» protesta anche perché, nel corposo aumento delle corse dellAlta velocità, lEmilia Romagna non ci ha guadagnato visto che le fermate nei capoluoghi di provincia da Piacenza a Modena sono calate a una sola coppia al giorno. «Inoltre - riprende Poli - nella fascia oraria del mattino, tra le 6 e le 9, le corse disponibili per i pendolari sono rimaste le stesse e spesso sono anche più lente. Cè stato un incremento nella fascia tra le 9 e le 12, ma a quelli che vanno al lavoro questo serve a poco. La sera è un momento meno frenetico perché al ritorno a casa non cè un orario di arrivo da rispettare come la timbratura del cartellino mattutina». In definitiva, secondo il «Crufer», lEmilia Romagna, che ha sopportato grandi sacrifici per realizzare lAlta velocità, «non ha ricavato granché anche se speravamo che si facesse sentire con più forza nei confronti delle Ferrovie». Infine, anche per disporre di nuove carrozze in sostituzioni di quelle fatiscenti di oggi, occorrerà attendere almeno diciotto mesi, poco meno della nuova stazione sotterranea.