Parla lassessore Corsini: "Sconti a chi abbatte i palazzi degradati". I residenti di San Lorenzo: "Stop alla febbre edilizia per gli stabili bombardati in guerra" Da Corso Francia a via Gregorio VII, il 20 per cento in più di cubature Mercoledì andrà in giunta la delibera sul Piano casa nella capitale presentata dallassessore allUrbanistica Marco Corsini. Il Campidoglio ha recepito le aree "vietate" delimitate dalla Regione, senza restringerle né ampliarle" e ha fissato le aliquote agevolate massime per chi demolisce e ricostruisce edifici degradati. Ma allinterno delle zone "no" della città storica piccole porzioni di territorio sono sottratte ai vincoli: in quelle strade scatta la febbre edilizia, business per i costruttori e le agenzie immobiliari. E a San Lorenzo il presidente del Municipio chiede garanzie per gli stabili bombardati durante la guerra: «Qui nessun ampliamento. Basta case e pub, occorrono giardini e spazi pubblici». ANNA MARIA LIGUORI Il presidente del III municipio: "Troppi pub e attività commerciali, niente spazi pubblici" Febbre edilizia, San Lorenzo frena "Qui nessun ampliamento" Marcucci: "In corso troppe speculazioni per realizzare case e locali negli edifici bombardati nel 43" LAURA SERLONI Una moratoria per il rilascio di tutte le concessioni edilizie a San Lorenzo. È questa la richiesta inviata dal presidente del III municipio, il democratico Dario Marcucci, allassessore capitolino allUrbanistica Marco Corsini. Il minisindaco chiede la sospensione dei progetti che prevedono lampliamento delle cubature, la modifica della destinazione duso e la costruzione di nuovi edifici nel quartiere. Un blocco che consentirebbe di avviare le procedure per lattuazione del "Progetto Urbano San Lorenzo". «San Lorenzo è un quartiere che deve ritrovare attraverso questo piano un nuovo equilibrio, quello che ha perso ormai da molto tempo - spiega Marcucci - bisogna rielaborare gli spazi per ricavare funzioni e servizi pubblici che sono indispensabili alla qualità della vita collettiva. Non ha senso una zona che abbia solo case e pub e dove non è possibile avere luoghi adeguati per bambini e anziani». Poi incalza: «Abbiamo lottato per avere il progetto urbano. Non ci faremo sfuggire questoccasione». Sono nel mirino delle imprese edili soprattutto i vecchi palazzi bombardati nel 1943. Il quartiere, durante la seconda guerra mondiale, è stato il primo a essere attaccato. E oggi quelle ferite sono ancora visibili in molti edifici di San Lorenzo. «Sono stati presentati diversi progetti per ottenere il rilascio delle concessioni edilizie per ricostruire questi fabbricati - sottolinea il presidente del municipio III - sono soprattutto speculazioni. Vogliono realizzare decine di appartamenti e ai piani bassi si parla di attività commerciali. La zona è già satura di locali e ristoranti e la residenzialità è messa a dura prova dalla mancanza di servizi. La riqualificazione deve essere unoccasione per conservare la memoria e ritrovare quegli spazi indispensabili al quartiere». Per San Lorenzo è stato infatti predisposto uno speciale strumento urbanistico, una sorta di "mini-piano regolatore". È il Progetto Urbano. «Abbiamo la fortuna di avere questo dispositivo ad hoc - precisa Marcucci - larea ha ancora molti spazi di trasformazione, ma non possiamo perdere lultima occasione di dare splendore alla zona. Servono teatri, presidi sanitari, spazi verdi per bambini e adolescenti e luoghi pubblici per la cultura. Non altre case e pub». E il 18 dicembre sarà inaugurata la "Casa della partecipazione" nei pressi di piazza dellImmacolata e i primi incontri con i cittadini saranno proprio sui cambiamenti da apportare al quartiere.
ROMA - CEMENTO. Piano casa, ecco dove si costruirà
Il Campidoglio ha approvato la delibera sul Piano casa nella capitale, che prevede sconti per chi demolisce e ricostruisce edifici degradati. Le aree "vietate" delimitate dalla Regione sono state fissate senza restringerle né ampliarle. Tuttavia, all'interno delle zone "no" della città storica, piccole porzioni di territorio sono state sottratte ai vincoli, permettendo la febbre edilizia.
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