Le immagini del degrado La denuncia I residenti: «In 20 anni mai un intervento». Raccolti dal Consorzio Villoresi 150 quintali di immondizia Sulle sponde passeggini e pezzi di scooter. Il Comune: pronta una pulizia straordinaria Questo è uno dei Navigli di Milano, anche se sembra un canale di scolo. Buona passeggiata. C'è un passeggino a mollo, nell'ultima coda di via Padova, poi chiazze di melma e bottiglie di plastica in via Idro, all'altezza del campo rom, vaschette di surgelati e carrelli, ciabatte, peluches , tubi di gomma, una poltrona, batterie, pezzi di scooter. Un albero s'è spezzato, raschia il fondo, blocca il deflusso. Il canneto unisce ormai sponda e sponda, vegetazione ribelle, peste d'acqua, erba coltellina e alghe. Il canale Martesana del Quattrocento affoga nella periferia che si butta in tangenziale, e trascina con sé gli orti disfatti e le cascine diroccate. Ieri l'altro, l'ultimo appello (telefonico) dei residenti al Consorzio Est Ticino Villoresi: «Fate qualcosa, il Naviglio muore». La risposta: «Non ci sono i soldi». Il Comune promette: «Subito un'operazione di pulizia straordinaria con l'Amsa». L'acqua arriva dall'Adda ed è buona, la controlla spesso il circolo Legambiente di piazza Costantino. Tra i rifiuti si muovono scardole e cavedani, persici e tinche, carpe e lucci. Non ci sono scarichi industriali, in questo tratto, «ma in vent'anni non ho mai visto un intervento di risistemazione del fondale», denuncia l'ambientalista Aldo Bonora: «Non dal magistrato del Po, non dal consorzio, né da Palazzo Marino». Basterebbe immergere una draga dallo scivolo di via Idro o dal ponte nuovo, conclude, per bonificare la discarica fino a viale Monza. Ultima periferia est. La Martesana divide il campo nomadi dagli orti e da una schiera di palazzoni a dodici piani, l'orizzonte di cemento bianco-ocra. Giovanni Picciotta abita nelle villette di via Idro, quelle collegate alla pista ciclabile coi ponti in ferro sull'acqua: «Dalla chiusa, lì davanti, passa di tutto». Il vicino, Alberto Succi: «Se non ci mettiamo noi, piedi e mani nella fanghiglia, non lo fa nessuno ». Il Consorzio Villoresi, la settimana scorsa, ha «raccolto e smaltito 150 quintali di rifiuti » dalla Darsena e dai Navigli Grande e Pavese in secca: «In attesa di definire i 'rapporti' col Comune, abbiamo deciso di agire autonomamente», precisa il presidente Alessandro Folli. E la Martesana? Dimenticata. I «rapporti», al momento, sono sfilacciati, chi deve fare cosa, chi deve chiedere il permesso a chi. Ancora Folli: «Siamo sicuri che, visto l'interesse del sindaco alla pulizia della città, nel futuro riusciremo insieme a organizzare in modo continuo questo tipo di operazioni...». Obiettivo: «Il decoro e l'immagine dei Navigli e di Milano». Martesana, l'acqua di nessuno. Lo vedono i ciclisti della domenica, i clienti dell'antica trattoria all'angolo, lo scrive in mozioni il Cdz: «È uno sconcio». Passa la voglia di passeggiare, si sente anche puzza di fogna. Armando Stella