Durante il processo ha negato: "Non ho alcuna opera, sono state tutte cedute negli anni" I quadri custoditi dal genero dellex imprenditore in garage e cantine senza protezione MILANO - Lo hanno cercato in Ecuador, in Uruguay e in Venezuela. Ma non era necessario andare così lontano: una parte del tesoro di Tanzi, certamente quello meno facile da esportare, si nascondeva nelle cantine di Parma. Si tratta di una ventina di capolavori dellarte, che lex patron della Parmalat, aveva comprato ai tempi in cui la società di Collecchio era considerata dal mondo intero una multinazionale ricca e in salute. Il custode del tesoro non era un fantomatico pirata dei Caraibi, ma il genero di Tanzi, Stefano Strini, sposato con Laura, la figlia minore. Li teneva nascosti in due garage, una cantina e una soffitta. Buttati lì senza nessuna protezione come se fossero croste del salotto di una antica parente. Invece, erano quadri (19 in tutto) di grandi autori: Picasso, Monet, Gauguin, Ligabue, Van Gogh, Manet, Modigliani, Severini. Opere cui non è facile attribuire un valore, ma che secondo una stima potrebbero arrivare fino a 100 milioni di euro. Tra gli altri, ci sono Un autoritratto di Ligabue, il Tronc of Willow di Van Gogh e Il ritratto di ballerina, matita su carta di Degas. Sono stati trovati ancora imballati invece un olio di Manet raffigurante alberi, una natura morta di Van Gogh, un acquerello su carta di Cezanne, un pastello di Pizarro, un paesaggio di Severini, una illustrazione di Grosz e una di Modigliani. Per La scogliera di Pourville di Monet era già stato fissato un prezzo: 10 milioni di euro. Il dipinto stava per prendere il volo con destinazione Russia. Le intercettazioni del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bologna hanno infatti svelato che un magnate russo era pronto a sborsare quella cifra per appendere il quadro nel proprio salotto. Il luogo di scambio sarebbe stato Forte dei Marmi, la località turistica della costa toscana da qualche anno tra le mete preferite dai ricconi di Mosca. Lintervista di un ex guardia della scorta di Calisto Tanzi, realizzata nella trasmissione televisiva Report (Rai Tre) della scorsa settimana e in cui si parlava delle opera darte trafugate dopo il crac, hanno però bloccato la trattativa e dato un impulso decisivo alle indagini. «Abbiamo pensato che qualcuno si fosse messo in agitazione dopo il servizio televisivo. Abbiamo monitorato le persone e messo sotto controllo i telefoni. Abbiamo così scoperto in breve che la trattativa per la vendita era in fase avanzata e siamo arrivati al genero di Calisto Tanzi», ha affermato ieri il procuratore capo di Parma, Gerardo Laguardia. Tutto è accaduto in pochi giorni e, stretto in un angolo, Strini ha confessato, facendo ritrovare i quadri. Ora è indagato insieme con unaltra persona di cui non si conosce il nome con laccusa di ricettazione, Non è stato contestato nessun reato ai proprietari dei garage e delle cantine in cui erano custoditi i quadri, perché considerate al momento inconsapevoli del loro valore. Tanzi, invece, a margine delludienza Parmalat svoltasi dopo la messa in onda del servizio di Report, aveva cercato di minimizzare la questione. «Non ho un caveau a casa mia, alcuni quadri sono stati comprati e rivenduti nel corso del tempo. Uno è stato restituito a Bondi». Parole smentite dai ritrovamenti delle Guardia di Finanza e che ora saranno valutate nellambito del processo per bancarotta in corso a Parma.
Scoperto il tesoro di Tanzi in un garage 19 capolavori. Da Van Gogh a Picasso, collezione da cento milioni
Un genero di Calisto Tanzi, Stefano Strini, ha confessato di aver nascosto una ventina di quadri d'arte di grandi autori, tra cui Picasso, Monet e Van Gogh, in due garage, una cantina e una soffitta a Parma. I quadri, valutati fino a 100 milioni di euro, erano stati nascosti senza protezione come se fossero oggetti di scarso valore. Strini ha confessato di aver cercato di vendere i quadri a un magnate russo, che era pronto a pagare 10 milioni di euro per il dipinto "La scogliera di Pourville" di Monet. La confessione è stata resa dopo un servizio televisivo che aveva parlato delle opere d'arte trafugate dopo il crac della Parmalat.
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