Grandi personalità della cultura hanno testimoniato grazie a Repubblica lamore verso questo luogo Saremo felici di avere con noi a festeggiare tutti coloro che ci hanno mostrato attenzione «Il teatro Petruzzelli è rinato. Grandi personalità della cultura e dello spettacolo hanno testimoniato grazie a Repubblica lamore verso questo luogo ove è custodita la storia e lidentità dei baresi». Scriveva così, il 9 dicembre 2008 su queste stesse pagine, il sindaco Michele Emiliano offrendo il suo pubblico ringraziamento a quelle trentaquattro personalità, che per due mesi proprio attraverso Repubblica avevano lanciato il loro appello perché il Petruzzelli fosse riaperto il 6 dicembre. Ma la politica e la burocrazia ignorarono la voce di personaggi come il Nobel per la letteratura Dario Fo o, ancora, il regista Franco Zeffirelli, il compositore Ennio Morricone, il medievista Jacques Le Goff, i violinisti Uto Ughi e Salvatore Accardo e lo scrittore Vincenzo Cerami solo per ricordare qualche nome. E furono in decine, del resto, gli artisti che purché non fosse scongiurata linaugurazione del 6 dicembre proprio su Repubblica testimoniarono la loro disponibilità ad esibirsi al Petruzzelli anche a titolo gratuito: Carla Fracci, Moni Ovadia e Giorgio Albertazzi, per esempio. Ma nulla: le porte del teatro restarono chiuse. «Quando a marzo, così dice il ministro Bondi - scriveva ancora Emiliano - inaugureremo lopera completata dalle maestranze pugliesi, saremo felici di avere con noi a festeggiare tutti coloro che ci hanno mostrato attenzione e partecipazione, verso cui esprimeremo sempre la nostra infinita gratitudine». Già perché a marzo, comè noto, non se ne fece nulla: il Petruzzelli rimase chiuso e quella sera dal foyer del politeama risuonò, a mo di civile manifestazione di dissenso, soltanto laria Nessun dorma dalla Turandot. Quella stessa aria che, stavolta, il 6 dicembre di un anno dopo il pubblico del Petruzzelli potrà applaudire dal vivo. Ed è alla luce di questimpegno mantenuto che, a rileggere il ringraziamento di Emiliano sulle pagine di Repubblica, se ne riscopre lattualità. «Le parole, i gesti, i legami che sono nati intorno a questa vicenda - diceva - fanno già parte della nostra storia e segnano una delle pagine di civiltà più belle che Bari ricordi. Tutte le grandi personalità italiane che con il Petruzzelli hanno avuto un legame non hanno fatto mancare da queste pagine il loro sostegno. Non ci hanno fatto sentire soli e questo è un segno che la città non dimenticherà». E vengono alla mente le parole di Uto Ughi, quando confidava a Repubblica il suo legame col politeama: «Non bastano gli aggettivi se mi soffermo a pensare, anzi a sentir risuonare nella mia memoria, la formidabile acustica del teatro Petruzzelli. Meravigliosa, unica, qualcosa di straordinario: era uno dei migliori teatri al mondo». O, ancora, la testimonianza di Carla Fracci: «Un trauma. Il ricordo del Petruzzelli risuona in me tragico e macabro. Avrei dovuto danzarci proprio qualche giorno dopo lincendio. Lo rammento bene: la notizia ci raggiunse nel cuore della notte mentre il teatro veniva divorato dalle fiamme. Uno choc».