L'ultimo atto della partita Italia-Russia per aggiudicarsi la proprietà dell'archivio Vasari porta un punto a favore del nostro paese. Da ieri i 31 faldoni custoditi nella casa di Arezzo e fortemente voluti dai russi della Ross Group sono sotto pignoramento. «Custode del bene ha spiegato Diana Toccafondi, soprintendente archivistico per la Toscana è stato nominato un dipendente del ministero, cioè il custode di casa Vasari, il luogo in cui è conservato e vincolato l'archivio». L'Equitalia, società di riscossione del fisco ha sottratto il bene ai proprietari, in procinto di vendere tutto il materiale per la cifra record di 150 milioni. La ragione del provvedimento, ufficialmente, è che i proprietari dell'archivio sarebbero in debito nei confronti dell'erario. Ma è evidente che, dopo le tante pressioni, partite da ambienti politici di sinistra e di destra e dallo stesso sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, il ministro Sandro Bondi ha deciso di intervenire. Ieri lo stesso Bondi ha affermato: «La situazione è seguita con grande attenzione», visto che la vicenda della presunta vendita dell'archivio ha risvolti che «non sempre hanno la necessaria trasparenza nei confronti di un patrimonio di indiscusso rilievo, legato da un indissolubile vincolo alla città di Arezzo». Il ministro ha poi confermato che la Procura della Repubblica di Roma e il comando dei Carabinieri di Tutela del Patrimonio culturale, «stanno procedendo nelle proprie indagini, mentre sta per essere conclusa l'ispezione all'archivio per verificare la congruità dell'inventario, lo stato di conservazione dei beni, e il vincolo che ne determina l'inamovibilità».
Pignorato l'archivio Vasari. A custodirlo sarà la Soprintendenza
L'archivio Vasari, custodito nella casa di Arezzo, è stato sottoposto al pignoramento. I 31 faldoni voluti dai russi della Ross Group sono stati messi sotto controllo dell'Equitalia. La ragione è che i proprietari sarebbero in debito all'erario. Il ministro Sandro Bondi ha deciso di intervenire dopo le pressioni di ambienti politici. La Procura di Roma e il comando dei Carabinieri stanno indagando. L'ispezione all'archivio sta per essere conclusa per verificare lo stato di conservazione e il vincolo che ne determina l'inamovibilità.
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