Museo Diocesano Uno accanto all'altro il Cristo del Michelangelo e quello a lui attribuito Finalmente è arrivato. Il Crocifisso di Santo Spirito di Michelangelo proveniente dall'omonima chiesa di Firenze è da ieri al museo diocesano di Napoli, e vi rimarrà fino al 31 gennaio, in compagnia del Cristo ritrovato, la scultura attribuita al giovane Buonarroti ed oggetto in questi mesi di numerose polemiche. Inevitabile il confronto, un'occasione unica al mondo. Un iter lungo e complesso ha permesso questa opportunità. Ottimo l'allestimento prospettico dei due capolavori, entrambi allocati nello splendido coro della seicentesca chiesa barocca. La visione è emozionante: guardando il Santo Spirito che è il triplo dell'altro (1 metro e 40 contro 41,3 cm) attraverso la teca che ospita il ritrovato, l'uno sembra sovrapporsi all'altro. Dunque, al di là delle polemiche, lo scenario è veramente inconsueto. Discorso a parte va poi fatto per il volto del Cristo di Santo Spirito. Un'espressione meravigliosa che dice l'umanità di Gesù morente che soffre ma con serenità, come ha sottolineato il vicario per la cultura della Diocesi, don Adolfo Russo. Un'anatomia perfetta contraddistingue, poi il corpo, dai precisi particolari anatomici, anche i più insignificanti. Presenti all'inaugurazione con il cardinale Sepe, il vice sindaco di Firenze, Dario Nardella: «Non è stato facile portare qui quest'opera ma due elementi sono stati fondamentali: la perseveranza del cardinale Sepe e l'amicizia con Napoli, oltre alle garanzie offerte da Nastasi, capo gabinetto del ministro Bondi». Per la soprintendente Lorenza Mochi Onori l'esposizione dei due crocifissi rappresenta un'occasione unica. Entusiasta l'assessore Cascetta. «Senza la buona volontà, la simpatia e l'affinità di intenti ha concluso Sepe, che si è sempre detto fiducioso di portare l'opera a Napoli - non avremmo potuto realizzare questo evento che fa onore alla nostra Chiesa e alla nostra gente, invito tutti a venire al museo diocesano per ammirare il mistero che proviene da questo crocifisso, rappresentazione simbolica di un riscatto morale e civile che deve caratterizzare tutti noi».