Se il sistema Italia «non è ancora sceso in campo e c'è chi prende l'Expo 2015 come elemento di strumentalizzazione e di lotta politica, che però finirà», come dice l'amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca, il sistema Veneto in campo per l'Esposizione universale di Milano, è già sceso. E Verona, cerniera fra Veneto e Lombardia, vuol giocare all'attacco. Schierando i suoi centravanti migliori che si chiamano cultura, turismo, infrastrutture e imprese. Con quale obiettivo? Cogliere tutte le opportunità di affari e di promozione che può offrire l'Expo, che si prevede attrarrà 21 milioni di persone, fra l'1 maggio e il 31 ottobre 2015. È la strada tracciata dal convegno organizzato in Gran Guardia dal Pdl, condotto dalla senatrice Cinzia Bonfrisco, che ha chiamato a raccolta sindaci, assessori regionali (Vendemiano Sartor e il veronese Massimo Giorgetti, anche coordinatore cittadino del Pdl) e esponenti di enti come aeroporto Catullo (presidente Fabio Bortolazzi), Fondazione Arena (sovrintendente Francesco Girondini), l'imprenditore Alberto Bauli anche presidente della Banca popolare di Verona, e poi la Fiera. Che dal convegno riceve una sorta di investitura a fare da regista al sistema Verona, in virtù della sua vocazione internazionale. Con il Governo, attraverso i suoi esponenti locali come il sottosegretario Aldo Brancher, coordinatore provinciale del Pdl, e quello all'economia Alberto Giorgetti, guida regionale del Pdl, a fare da commissario tecnico. Stanca, introducendo i lavori, assicura però che per l'Expo «non siamo in ritardo». In ogni caso la macchina deve muoversi. E per funzionare bisogna «puntare sulle nostre eccellenze produttive», come dice Bauli e come ricorda anche il presidente di Veronafiere Ettore Riello, che ammonisce: «Per l'Expo bisogna operare come ha fatto il Governo per ricostruire L'Aquila, con una forte determinazione che deve andare al di sopra delle singole decisioni, per evitare che l'Expo lasci i debiti che sono rimasti ad altre città ospitanti in passato». Fabrizio Palenzona, presidente dell'associazione concessionari autostrade (Aiscat) e vicepresidente di Unicredit, esorta tutte le componenti coinvolte nel progetto da 14 miliardi a «fare sistema» mettendo insieme tutti «gli attori e a ragionare in termini di efficienza. Ma per fare questo ci vorranno poteri straordinari». E proprio la Bonfrisco indica la Fiera come il soggetto più idoneo per tenere insieme il sistema Verona, peraltro già in movimento sulla scia di una pubblicazione, illustrata dall'assessore al turismo e alla cultura Erminia Perbellini, per sfruttare tutte le opportunità. Se Massimo Varazzani, amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, invita a presentare progetti finanziabili con denaro prestato dalla Cassa, Brancher tira le conclusioni: «Mi impegno, come esponente del Governo, a lavorare insieme alla Fiera per fare in modo che Verona e il sistema del Garda colgano l'opportunità dell'Expo». Ci sono anche le infrastrutture, fatte e da fare. Il consigliere regionale del Pdl Tiziano Zigiotto, a margine, ricorda che la Regione, dal Passante di Mestre al Mose al rigassificatore e oltre, ci ha messo 20 miliardi.E.G.
Expo 2015, Verona e Veneto in prima fila
Il sistema Veneto, guidato dal convegno organizzato dal Pdl, ha già iniziato a giocare all'attacco per l'Esposizione universale di Milano 2015. Verona, cerniera fra Veneto e Lombardia, vuole cogliere tutte le opportunità di affari e promozione offerte dall'Expo, che si prevede attrarrà 21 milioni di persone. La Fiera di Verona è stata nominata come il soggetto più idoneo per tenere insieme il sistema Verona e ragionare in termini di efficienza. Il convegno ha ricevuto una sorta di investitura a fare da regista al sistema Verona, grazie alla sua vocazione internazionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo