SCAVI. Tre università nel progetto: le ossa sarebbero a Porto Ercole Sarebbero finite a Porto Ercole le spoglie di Caravaggio: lì il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali ha annunciato di aver concentrato le sue ricerche dei resti dell'artista, con il patrocinio del ministero dei Beni Culturali. Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, ebbe una vita turbolenta, conclusasi nel 1610 con una morte misteriosa. Sulla sua fine si erano profilate otto ipotesi, di cui l'ultima, quella di Maurizio Marini, storico dell'arte, lo vuole fuggiasco da Napoli, gravemente ferito e in attesa della grazia papale per omicidio, sbarcato a Porto Ercole, dove si ammala di febbre tifoide. Caravaggio viene ricoverato nell'infermeria di Santa Maria Ausiliatrice, dove muore nel 1610 e non, come riporta erroneamente l'atto di morte ritrovato nella Chiesa di Sant'Erasmo, nel 1609. L'errore anagrafico è dovuto al fatto, secondo Marini che «non era ancora stato introdotto il calendario gregoriano nell'area senese». Tuttavia questo documento costituisce la prova che Caravaggio è stato seppellito nel piccolo cimitero di San Sebastiano, chiuso nel 1956. Tutti i reperti ossei del cimitero sono stati trasferiti in quell'anno nel cimitero di Porto Ercole. Giorgio Gruppioni, ordinario di antropologia all'Università di Bologna, coordinatore del comitato scientifico, ha spiegato come procederanno le ricerche, a cui collaborano oltre Bologna, le Università di Lecce, Ravenna e Pisa. Se sarà ritrovato il cranio, potyrà essere possibile ricostruire l'aspetto che doveva avere il volto del pittore.