Capitolini Rinnovato il bookshop di Palazzo dei Conservatori: scaffali e un soppalco per conversare Metti lo «Spinario» e una tazza da tè: la cultura diventa godibile, complici gli oggetti di uso quotidiano. La nuova linea di merchandising museale è stata presentata ieri nei Musei Capitolini. L'infusore che ricalca il bronzo del I secolo avanti Cristo è opera di Alice Solato, vincitrice per la categoria «giovani studenti under 28» del concorso di idee promosso da Zètema. L'altro premiato, alla voce «professionisti », è lo studio romano Merodesign. Su 114 proposte, affluite da tutta Europa, una speciale commissione ha scelto le più innovative: «Non un semplice ricordo sottolinea Umberto Croppi, titolare della Cultura ma parte integrante della visita. L'iniziativa rientra nella logica di sistematizzazione delle risorse comunali». Francesco Marcolini, presidente di Zètema, aggiunge: «Stiamo lavorando perché i musei diventino spazi di aggregazione anche per i romani». Accanto al nuovo merchandising, la libreria di Palazzo dei Conservatori cambia look: scaffali, teche espositive e un soppalco per amabili conversazioni. Il restyling è a cura degli architetti Aldo e Marco Campagna, che hanno realizzato il bookshop dell'Auditorium. Il nodo portante è la versatilità: «Dal 2006 al 2008 Marcolini snocciola i dati tra editoria e oggettistica, il fatturato è aumentato da 1 milione e 100 mila euro a 1 milione e 600 mila». Complice la creatività diffusa: «In primavera, per la festa del libro - anticipa il presidente della municipalizzata - inseriremo i musei nella rete delle librerie cittadine». Il patrimonio storico-artistico si veste di ironia nella nuova linea di merchandising. Alice Solato, ventottenne di Castelfranco Modena, trasforma in infradito i piedi di un colosso marmoreo conservato alla Centrale Montemartini. La chioma serpentina di «Medusa», busto berniniano dei Capitolini, è perfetta per la cuffia da doccia «modello Gorgone». Minimal-filosofiche, le creazioni di Merodesign giocano con gli stereotipi del genius loci: dal «tutte le strade portano a Roma» stampato sulle t-shirt, all'orologio «tempus fugit». Maria Egizia Fiaschetti