Via Peschiera, il nonno meccanico e il cardinale "Quello sfratto proprio non sha da fare" Costantino Incognito vive lì da 50 anni, ma la palazzina è stata venduta per fare appartamenti e box Lappuntamento in aula tra il Pio Istituto Negrone Durazzo presieduto da monsignor Bagnasco e lanziano inquilino, è fissato per il 16 aprile. Panni che nessuno dei protagonisti avrebbe voluto indossare. Certo non quelli dello sfrattato per lex sommergibilista Costantino Incognito, 89 anni, meccanico sopraffino, nonno adottivo dei bambini dellasilo e ultimo collante sociale di un quartiere tanto chic quanto freddino come quello di via Peschiera. E di fronte al giudice, altrettanto fuori posto nelle vesti di insensibili padroni di casa, si sentono gli amministratori del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale che è presieduto appunto dal cardinale Angelo Bagnasco. E neppure ci sta a passare per il cattivo della storia Gianfranco Traversa, presidente della Selfimm, colosso immobiliare che in via Peschiera vuol costruire una palazzina di quattro piani e un autosilos interrato di cinque. Eppure in questa sceneggiatura che mescola le crisi degli antichi e ricchissimi lasciti della duchessa di Galliera, piccole vicende umane e lennesima trasformazione urbanistica di Genova, nessuno ci è finito per caso. Iniziamo da via Peschiera, dal basso caseggiato che ospitava antiche scuderie (ma per qualcuno erano magazzini) con un piano sopraelevato di quattro appartamenti. Il signor Incognito occupa da 50 anni un alloggio, il cui contratto di affitto scade nel 2012 e un box in cui si trova la sua perfetta officina. Per questultima la scadenza del contratto è gennaio 2010. Nelle scorse settimane Costantino ha ricevuto lo sfratto dal magazzino, ma anche lofferta di un alloggio al Carmine nei palazzi del Pio Istituto. Lui però ha rifiutato perché, come spiegano Paola Bruni Prencipe e Paolo Costa, due avvocati che lo assistono per affetto e amicizia, sradicarlo dalla sua unica passione e dal suo quartiere sarebbe come fargli mancare laria. Così hanno chiesto allIstituto di poter prolungare fino alla scadenza del contratto dellappartamento anche quello del box. Ma Lelio Blangetti vicepresidente dellente ha dirottato gli avvocati alla Selfimm. Gianfranco Traversa di fronte alla richiesta non si è smosso: «Al signor Incognito sono state fatte delle offerte, ma lui le ha rifiutate. Mi sembra un po capriccioso. Qui ci sono unazienda che ha investito milioni e un Comune che vuole che si rimetta a posto uno stabile, allora si devono prendere provvedimenti un po più energici». «Siamo amareggiati da questa situazione - spiega il vicepresidente Lelio Blangetti - . Conosco Costantino da ventanni e gli avevamo offerto unalternativa valida. Quando gli avvocati ci hanno fatto la controproposta, li abbiamo mandati dalla Selfimm. Non so cosa sia accaduto tra di loro, ma chiederemo spiegazioni alla società perché trovi comunque una soluzione accettabile». Quanto allintervento progettato dallo studio di architettura Grp Pellegrino Associati (quelli dei nuovi grattacieli di San Benigno) prevede nella palazzina un asilo a piano terra e otto appartamenti di lusso su tre piani restanti, mentre nei cinque di autosilos di cui 3 interrati, troveranno posto 86 posti auto. Un intervento che per incremento di altezze e volumetrie sta già creando qualche preoccupazione tra i residenti. «Siamo stati costretti a vendere per sopravvivere - spiega Blangetti - . Abbiamo ancora un debito di un milione e mezzo di euro con le banche per gli interventi di recupero sui nostri immobili del Carmine nei quali ci occupiamo di ragazzi disagiati. Alienare parte del patrimonio era lunica soluzione».