La mostra "Innocente e calunniato" racconta come il pittore esule a Firenze si vendicò di un Farnese Umani, troppo umani anche gli artisti più famosi e celebrati. E tuttaltro che indenni da invidia, rabbia e calunnia verso rivali e committenti. Così le trame che si leggono nella raffinata mostra Innocente e calunniato. Federico Zuccari (1540-1609) e le vendette dartista dedicata al pittore nel quarto centenario della sua morte, sono anche racconto di ribellione, moderna affermazione di identità, autonomia e rinascimentale libertà di pensiero. Una scelta tematica, fatta dalla soprintendente Cristina Acidini, curatrice con Elena Capretti della mostra che, da oggi al 28 febbraio, si tiene al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, e ruota intorno ad una settantina di opere tra disegni, stampe, dipinti e rari volumi, in cui miti e allegorie con raffigurazioni di "Virtù", "Calunnia", "Invidia", "Ignoranza", di grande fortuna letteraria e artistica fin dallantichità, vengono usate dagli artisti in propria difesa e contro qualcuno. Nel caso di Zuccari - pittore notissimo a Roma e nelle corti europee- si sa che fu chiamato a Firenze da Francesco I per completare, alla morte di Vasari nel 1574, gli affreschi della cupola del Duomo (dipinse 2.400 metri quadrati) e che ebbe casa in via Giusti, dove già era vissuto Andrea del Sarto. Ebbene Zuccari usò una "Calunnia" contro il cardinale Farnese per vendicarsi di avere perduto una committenza, infine nel 1581 si ritrovò denunciato al governatore di Roma per lo scandalo della sua Porta Virtutis: «Tutto inizia da un suo quadro, una Processione per Santa Maria del Baraccano a Bologna, rifiutato, respinto e rimpiazzato. La vendetta di Zuccari arrivò con un grande cartone satirico, con una sarabanda di personificazioni e mirate allegorie, contro Ghiselli, funzionario del papa Gregorio XIII- spiega Acidini- A cui seguirono la denuncia, lesilio e le peregrinazioni del pittore tra Firenze e Venezia e infine il rientro a Roma nel 1583». Tutta la vicenda è leggibile nelle stampe, e nella tela della Porta Virtutis dipinto acquistato dallo Stato nel 2007 e donato alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino e ora in prestito alla mostra, che documenta in piccolo il grande cartone satirico andato perduto. Zuccari innocente e calunniato servì così la sua difesa, vendicandosi di accuse e critiche, documentate in mostra da disegni, incisioni ricche di rimandi e simbolismi, che arrivano dal prezioso e ricco fondo del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La rassegna, che sarà inaugurata stasera alle 17, è corredata di catalogo Giunti e resta aperta fino al 28 febbraio.
FIRENZE - Quelle invettive nascoste nei dipinti dello Zuccari
La mostra "Innocente e calunniato" a Firenze racconta la storia di Federico Zuccari, pittore esule a Firenze, che si vendicò di un Farnese Umani per aver perso una committenza. La mostra, curata dalla soprintendente Cristina Acidini, presenta una settantina di opere tra disegni, stampe, dipinti e rari volumi che documentano la vicenda. Zuccari usò una "Calunnia" contro il cardinale Farnese per vendicarsi e arrivò a denunciare il governatore di Roma. La mostra include anche la tela della Porta Virtutis, dipinta acquistata dallo Stato nel 2007 e donata alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino.
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