Il muro, o meglio il nuovo lungolago, sono già terreno di scontro. A innescare la miccia la presa di posizione del Sovrintendente per i Beni architettonici e tutela del paesaggio Alberto Artioli che ha detto: «È parere di questa Soprintendenza che il progetto, anche se verrà modificato in alcuni dettagli (riduzione di qualche decina di centimetri del muro, inserimento di altre paratie mobili in sostituzione delle strutture murarie fisse) comporterà una trasformazione definitiva poco compatibile con le attuali affascinanti visuali e dunque sarebbe opportuno rivedere completamente il progetto, e in questo momento ci sarebbero ancora le condizioni per farlo, privilegiando prioritariamente la valorizzazione del lungolago anche se questo potrebbe comportare una riduzione dell'efficacia funzionale proprio perché la tutela paesaggistica dovrebbe essere prevalente rispetto ad altre pur necessarie esigenze». E ancora: «Il nuovo progetto dovrebbe essere impostato non avendo come condizione obbligatoria la quota 200, 30, bensì la compatibilità paesaggistica, valore primario ed irrinunciabile e dunque prevedere anche una quota più bassa, reinterpretando l'opera non più risolutiva del fenomeno esondazione, ma di semplice contenimento del fenomeno». In pratica: fermare tutto, ricominciare perché andando avanti su questa strada i problemi restano. Durissima la reazione dell'assessore regionale al Territorio Davide Boni: «Perché Artioli non è intervenuto sul primo progetto? È un sovrintendente, lo rispetto, ma adesso non può venire a fare il cavaliere senza macchia e senza paura. Il suo problema è che non è sottoposto al giudizio popolare. Ancora oggi la sovrintenza non sta partecipando: l'altra volta non aveva risposto dando quindi il silenzio-assenso, adesso gli abbiamo scritto e non ha ancora risposto. Queste prese di posizione innescano solo la conflittualità tra gli enti. Capisco che siano oberati da una mole di lavoro, ma lo siamo anche noi eppure cerchiamo di risolvere i problemi». E ora la maggioranza «commissaria» il sindaco Il muro torna in consiglio comunale. L'intera maggioranza (il capogruppo del Pdl Marco Butti, quello della Lega Giampiero Ajani e i due consiglieri del gruppo misto Luigi Bottone e Carlo Ghirri) vuole che il sindaco Stefano Bruni torni in aula e chiarisca le modalità di abbattimento del muro e il nuovo progetto per il lungolago. È stata infatti depositata una mozione urgente che chiede al sindaco «nel rispetto di quanto votato e a seguito del lavoro svolto a stretto contatto con l'amministrazione provinciale e la Regione Lombardia a relazionare quanto prima al consiglio comunale circa l'andamento dell'iter progettuale finalizzato all'abbattimento del muro, unitamente alla comunicazione ed illustrazione delle idee progettuali». Il consiglio inoltre impegna «il sindaco, sempre nel rispetto di quanto votato, ad informare periodicamente il consiglio comunale circa l'andamento dei lavori». In pratica la maggioranza vuole blindare il primo cittadino costringendolo a periodiche comunicazioni al consiglio comunale, per evitare di ritrovarsi con altre grane. Il progetto delle paratie, infatti, non è mai passato dal consiglio comunale (in realtà la minoranza chiese qualche anno fa con una mozione la discussione in aula, ma venne respinta). Il primo ingresso in aula del progetto è stato per la discussione sull'abbattimento del contestatissimo muro. Lo stesso sindaco, in ogni caso, si è già detto disponibile a un nuovo confronto in aula «prima di Natale» per presentare il progetto che prevede solo paratie mobili e che dovrebbe essere concluso entro la fine dell'anno. L'abbattimento, invece, è fissato per il mese di febbraio. Sempre che tutti gli Enti abbiano dato parere favorevole e che la procura della Repubblica (che sta indagando per reati ambientali) non si opponga.