E a cavallo tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche. L'area dei beni culturali, che comprende la classe 13 delle lauree triennali e la 5S delle specialistiche, è caratterizzata da una formazione multidisciplinare, una struttura versatile e un'impostazione aperta che consente di gestire con autonomia lo studio delle materie che più interessano. «Il nostro corso di laurea spiega Antonio Romiti presidente del corso di laurea triennale per operatore dei beni culturali dell'università di Firenze è articolato in ben sette indirizzi e gli studenti che si iscrivono non sono tenuti a sceglierne subito uno, ma possono farlo nel secondo anno, pur sapendo che in seguito possono ancora cambiare compatibilmente al piano di studi». Al settore dei beni culturali ha giovato l'introduzione del «32» che ha permesso l'inserimento di elementi di carattere tecnico e operativo accanto alle discipline di base, migliorando l'appeal delle lauree del settore e facilitando l'accesso dei laureati al mondo del lavoro. Bisognerà verificare se anche la riforma a «Y» avrà un analogo impatto positivo. «Il primo triennio si è concluso da poco e anche se il numero dei laureati non è elevato continua Romiti si può affermare che il 100 di chi ha terminato il corso ha trovato un'occupazione proprio nel settore dei beni culturali, con contratti a termine o a progetto». Le opportunità più significative riguardano cura, mantenimento e restauro dell'enorme patrimonio artistico del paese presso aziende private o enti locali, musei e sovrintendenze che si occupino di recupero ambientale, non solo nell'ambito archeologico ma anche in quello dei beni musicali, archivistici, dello spettacolo. La flessibilità della formazione permette ai laureati di orientarsi anche verso nuovi settori o aree in cui la domanda di lavoro risulta più forte. «I mercati che offrono maggiori garanzie continua Romiti sono quelli archivistici e librari, ma le opportunità sarebbero maggiori se le istituzioni sostenessero le iniziative private, che, contribuendo alla valorizzazione di alcuni beni del nostro Paese, da sole non potrebbero realizzarsi».
Più appeal dai beni culturali
Il corso di laurea triennale per operatore dei beni culturali dell'Università di Firenze è caratterizzato da una formazione multidisciplinare e versatile. Il corso è articolato in sette indirizzi e gli studenti possono scegliere uno solo nel secondo anno. La riforma del 32 ha introdotto elementi di carattere tecnico e operativo, migliorando l'appeal delle lauree del settore. Il 100% dei laureati del primo triennio ha trovato un'occupazione nel settore dei beni culturali, con contratti a termine o a progetto. Le opportunità più significative riguardano la cura, il mantenimento e il restauro dell'arte e del patrimonio culturale.
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