II titolo di architetto apre le porte del mondo del lavoro. Il 73,9 dei laureati in questa disciplina, infatti, a un anno dalla conclusione degli studi risulta già assunto a tempo indeterminato, contro una media nazionale del 56,6 per cento. Un buon risultato che posiziona quest'area al quinto posto su 17 come "facilità d'impiego". Il ramo di attività per eccellenza è l'industria, in particolare l'edilizia e la progettazione (70,8); nei servizi invece trovano spazio il 22,8 di architetti, in particolare nelle pubbliche amministrazioni e nella consulenza professionale. Un tasto dolente è lo stipendio medio, che a cinque anni dalla laurea è di 1.227 euro al mese, più basso rispetto alla media, che è pari a 1.249 euro. La professione cambia. La laurea quadriennale (classe 4S) è rimasta. Allo stesso tempo, l'introduzione del «32» ha visto il proliferare di titoli triennali. Sono, infatti, diverse le professioni che un architetto può svolgere: da quelle più tradizionali legate alla progettazione e alla sicurezza nei cantieri, a quelle più artistiche, come il design o la scenografia. «La professione sta cambiando afferma il rettore dello luav di Venezia, Marco Folin . Sono, infatti, sempre più numerosi gli studi di progettazione e le società di engeneering e di servizio». Un'offerta mirata. Il mercato sta cercando figure con una professionalità specifica e l'offerta degli atenei si sta adeguando a questa nuova realtà. «Oramai le competenze si stanno evolvendo in modo abbastanza diversificato spiega Folin . Non solo più la progettazione e la gestione del già costruito. Sul fronte delle specialistiche si affrontano anche problemi legati alla fattibilità, all'efficienza, ai consumi energetici, agli aspetti innovativi». L'autonomia degli atenei sta favorendo il nascere di indirizzi che riflettono le esigenze del territorio, come il corso di laurea in restauro, recupero e riqualificazione dell'architettura, proposto dall'università di Palermo nella sede centrale e nella sede distaccata di Enna. «Abbiamo un rilevante patrimonio di beni culturali spiega il preside della facoltà di architettura, Nicola Giuliano Leone . Per questo abbiamo attivato una laurea triennale ad hoc. Inoltre, per arginare il rischio che il triennio si riveli limitante per l'accesso alla laurea specialistica, abbiamo deciso di consentire il passaggio con soli 50 debiti formativi». Diversi atenei, come il Politecnico di Milano e lo luav di Venezia, hanno voluto sottolineare la varietà dell'offerta istituendo facoltà come architettura, urbanistica e ambiente nel capoluogo lombardo e design e arti sulla Laguna.