II cammino verso la nuova era dell'Alta formazione artistica e musicale, di cui fanno parte accademie e conservatori, non è breve né semplice. La legge di riforma, che introduce queste istituzioni nel sistema universitario e struttura anche i loro curricula sulla base di livelli successivi risale al 1999, ma ancora non sono stati emanati tutti i decreti attuativi necessari a rendere effettiva la nuova impostazione. Un passo avanti importante è stato compiuto nella scorsa primavera, con il varo del decreto sull'autonomia statutaria e regolamentare, mentre è in via di definizione quello relativo agli ordinamenti, indispensabile per dare il via ufficiale alla nuova veste della didattica. Nella lunga fase di attesa, comunque, soprattutto le accademie di belle arti sono state attive nell'avviare percorsi sperimentali sulla base delle indicazioni della riforma. Ma che cosa cambia, in concreto? Durata degli studi. I vecchi indirizzi istituzionali di pittura, scultura, scenografia e decorazione (ancora attivi) sono quadriennali, mentre i nuovi corsi durano tre anni e possono essere seguiti da un biennio specialistico. Ma è soprattutto l'orizzonte di studi a cambiare profondamente, aprendosi con decisione a percorsi professionali lontani dagli ambiti tradizionali dell'accademia. «Tutte le nuove tecnologie che possono servire nei processi di produzione artistica spiega Mauro Mazzali, direttore dell'Accademia di belle arti di Bologna viene inserito nei percorsi didattici, anche per allargare il campo delle professionalità che si preparano da noi. A Bologna, ad esempio, abbiamo attivato, tra gli altri, un corso in progettazione per lo spettacolo in cui la scenografia, un ramo tradizionalmente forte della nostra offerta didattica, esce dal puro ambito teatrale e abbraccia anche televisione, cinema ed eventi di vario tipo». Altri sentieri nuovi frequentemente battuti dai corsi sperimentali delle accademie sono la comunicazione, spesso con una forte attenzione alle tecniche multiro. Master in accademia. Un aspetto da non trascurare è che, con i nuovi ordinamenti, le accademie entrano a far parte del sistema universitario con la conseguenza che, grazie al mutuo riconoscimento dei crediti, gli studenti potranno seguire curricula che contemplano anche esami universitari. Non solo, ma le accademie possono istituire master di primo e secondo livello che, al pari di quelli universitari, hanno un'impronta strettamente professionalizzante. «L'accademia conclude Mazzali ha vissuto un'evoluzione analoga a quella universitaria. Negli anni '60 il lavoro di bottega costituiva l'aspetto esclusivo, e tutta la dimensione culturale e umanistica era trasmessa dalla personalità del maestro, ma gli iscritti erano pochi. Oggi, invece, siamo una realtà di massa (gli studenti sono più di 17mila, ndr), e una struttura come quella non è più proponibile».