Allinizio il sindaco aveva detto no. E il Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo, era rimasto al suo posto nella Basilica di Santo Spirito. Poi qualcosa è cambiato. E non solo «per la dolce perseveranza del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe» come afferma il vicesindaco Dario Nardella, che ha accompagnato lopera in trasferta, da ieri esposta nel Museo diocesano di Napoli, dove resterà fino a gennaio accanto ad unaltra Crocifissione attribuita, in modo assai controverso, al Buonarroti. Si è così conclusa la lunga trattativa tra il cardinale Sepe, Palazzo Vecchio, i Padri agostiniani di Santo Spirito e il ministero per i Beni culturali. Un finale positivo anche per effetto della discussione parallela sulla legge speciale: di fronte alle insistenze il Comune ha accettato la richiesta di Bondi. Per la prima volta adesso le due opere sono a confronto. «Attraverso larte si possono trasmettere valori forti e universali» ha detto Nardella.