Il territorio della città di Bari, se letto nella sua dimensione metropolitana, sovrappone la sua dimensione semiradiale storica, a percorsi trasversali e tangenziali, caratteristici di una struttura urbana reticolare che cerca da circa mezzo secolo di diventare multicentrica. È un sistema semiradiale in quanto è assente il Nord rappresentato dal Mare Adriatico che sta perdendo linterfaccia di appartenenza al territorio. Come spesso suole ripetere un noto sindaco di Bari degli anni 80: "Sembra che ancora dobbiamo difenderci dallAlbania maoista". Il litorale è ormai privato di qualsivoglia progettualità. Un valoroso tentativo dellUfficio Tecnico del Comune di Bari, di alcuni anni addietro, finalizzato a sottopassare un tratto di lungomare tra la città vecchia e il porto, con labbattimento del muro portuale, è stato definitivamente abbandonato. Il porto è una frontiera e il litorale lungo circa 40 km sta diventando sempre più "terra di nessuno" tra il territorio antropizzato e il mare. Naturalmente, per la cultura dei nostri tempi, viene osteggiata qualsiasi attività di trasformazione antropica del territorio, semplicemente perchè vi è timore di giudicare e controllare la bontà delle proposte di trasformazione e perchè operando in tal modo è sempre più facile negare che creare. A Bari sembra così tramontare definitivamente il disegno della città metropolitana infrastrutturale, disegnata e auspicata dal P.R.G. Quaroni, la città "reticolare" che, quale sommatoria di micro-sistemi diffusi e differenti tra loro, doveva tendere ad organizzare il territorio nel disegno della città metropolitana compatta e coesa. Lobiettivo del P.R.G. era quello di rendere più compatibile limpianto della città storica e murattiana con quello territoriale più vasto. La città tuttora continua a crescere secondo una logica semiradiale con laggravante che il nord urbano, cioè il mare, sembra allontanarsi dal contesto, racchiuso comè da enclavi sociali e da interpretazioni politiche di incerta lettura del paesaggio da preservare. Si provoca una sperequazione anche delluso della città. Il concetto monocentrico della città di Bari è ormai in crisi, anche perchè derivato dalla semiradialità del sistema urbano: il sistema si avvia alla rottura perchè non si vuole avere il coraggio di promuovere i flussi e le evoluzioni di una società postmoderna e multipolare che predilige realtà di flussi interconnessi fra di loro per costruire un sistema di reti nella continuità delle diverse polarità metropolitane. Si ha motivo di credere che occorrono oggi minori e realizzabili strategie di rigenerazione urbana e di innovazioni che sono latenti tuttora nel vigente Piano Quaroni e che le più moderne, logiche metodologie di pianificazione (P.U.G.) si confrontino con il passato tuttora presente del P.R.G. riordinando insieme oltre mezzo secolo di discutibile antropizzazione territoriale realizzata sulle strategie infrastrutturali del vigente Piano. Non bisogna abbandonarsi alla logica che, del vigente P.R.G., sia tutto da demolire essendo più facile riprogettare con una pianificazione strutturale e con nuovi modelli sempre più complessi, per non creare enclavi generati da veti. ingegnere
IL FUTURO DELLURBANISTICA È NEI PICCOLI INTERVENTI
La città di Bari è caratterizzata da una struttura urbana semiradiale, con il nord rappresentato dal Mare Adriatico che sta perdendo l'interfaccia con il territorio. Il litorale è privato di progettualità e il porto è una frontiera, rendendo il territorio "terra di nessuno". La cultura dei nostri tempi osteggia qualsiasi attività di trasformazione antropica del territorio, temendo di giudicare e controllare le proposte. La città metropolitana infrastrutturale, disegnata da Quaroni, sembra tramontare, e il concetto monocentrico della città è in crisi.
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