Livorno. Ma le opposizioni non si arrendono: «Una scelta fatta contro la gente» Via libera dal consiglio comunale. Sulla strada della realizzazione del nuovo ospedale l'amministrazione mette un paletto importantissimo: la localizzazione a Montenero basso, la cui area è stata riclassificata con una delibera approvata nel cuore della notte. Da "area a servizi" a "area a servizi sanitari", l'aggiunta di un aggettivo destinato a disegnare il futuro della sanità cittadina e di buona parte della città. La maggioranza di centrosinistra è rimasta compatta, durissime le critiche delle opposizioni. Minoranze all'attacco «E' una scelta suicida, fatta contro la gente» Pd e Idv sulla barricata della difesa. Romano: «Il Pdl non porta argomenti» Ruggeri: «La città merita questa opportunità» LU.DEM. LIVORNO. Cartelli? Striscioni di protesta? Niente di tutto questo. Nel consiglio-maratona sull'ospedale non c'è bisogno di comitati e fattori esterni al consiglio comunale per surriscaldare il clima: è sufficiente il dibattito a evidenziare i contrasti fra la maggioranza e le opposizioni. Con un tratto comune a tutte le minoranze: nessun consigliere che non apprezza l'ubicazione dell'ospedale a Montenero basso, sia esso di destra o di sinistra, dice di essere contro il nuovo ospedale. Neanche i nemici giurati di questa scelta arrivano ad affermare che l'ospedale non serve. «Altro che se vogliamo un ospedale nuovo - dice ad esempio Gionata Giubbilei (Pdl sponda Amadio) - ma lì dove volete farlo proprio no. E' la gente che non la vuole. E noi faremo di tutto per bloccarla». Luano Fattorini (Città diversa) spende quasi tutto il suo intervento per sottolineare che una struttura nuova alla città farebbe tanto comodo alla luce della vetustà degli attuali padiglioni, ma conclude dicendo che «il punto è vedere dove e come si fa». Anche lui, insomma, come il leader della sua formazione Marco Cannito, invoca la partecipazione. La stessa per la quale Cannito aveva rimproverato l'amministrazione: «La verità è che avete già deciso tutto, altro che coinvolgimento dei cittadini». Scuote il capo anche Bruno Tamburini (Pdl sponda Taradash). «Avete una faccia di bronzo - dice rivolto alla maggioranza - perché nemmeno noi del centrodestra abbiamo detto cose così negative nei confronti dell'ospedale. Invece voi lo fate per giustificare la vostra scelta. Che troverà nella vendita e nella costruzione di nuove case al posto dell'ospedale attuale il polmone finanziario di quest'operazione». Il Pd e l'Italia dei valori difendono l'ubicazione a Montenero. Andrea Romano (Idv) invita a non snobbare gli studi tecnici fatti: «Quali altri dati scientifici hanno le opposizioni per dire di no? Quali progetti hanno per la città?». Scende in pista anche il segretario del Pd Marco Ruggeri per ribadire la bontà della scelta dell'amministrazione. «E' una grande opportunità - dice - per la città, non un rabberciare ciò che già esiste». Come lui, anche Massimo Gulì, Adriano Tramonti, Giovanni Mancusi, Wladimiro Del Corona e Alessandro Latorraca. Salvatore Capuozzo (gruppo misto) in due interventi prima attacca il direttore generale dell'Asl («Questa operazione è uno spot promozionale per lei») e poi definisce chi prende le decisioni «compagni di merende» facendo andare su tutte le furie la maggioranza. Niente in confronto di quello che era successo in mattinata quando Carlo Ghiozzi (Pdl sponda Taradash) aveva detto che «il nuovo ospedale a Roma ha portato male a Marrazzo, quello di Livorno spero porti male a Cosimi». Nell'intervento successivo, Taradash si è dovuto scusare. Ma tutto il Pdl ribadisce la contrarietà all'area scelta Taradash chiede il referendum Amadio sceglie il ricorso al Tar LIVORNO. «Referendum», chiede l'opposizione di destra. Il gruppo del Pdl sponda Taradash (con lui Ghiozzi, Tamburini e Ciacchini) non ha dubbi in proposito e invoca la consultazione popolare. Neppure Marcella Amadio, che guida l'altro troncone del Pdl, è contraria all'ipotesi. Ma chiarisce: «Cominciamo dal ricorso al Tar, visto che il quesito referendario deve essere ammesso dal Comune». Davanti al rischio di rimanere in braghe di tela per la bocciatura del referendum, la consigliera regionale e comunale intanto vede di buon occhio la scelta di rivolgersi alla giustizia amministrativa. «E' quello - spiega - il primo passo da compiere. Che naturalmente non esclude gli altri». Ospedale a Montenero, sì del consiglio La maggioranza è compatta, bocciati gli emendamenti delle opposizioni Cosimi promette: «Prima del progetto del nuovo presidio risolveremo i problemi relativi alla viabilità» LUCIANO DE MAJO LIVORNO. Via libera dal consiglio comunale. Sulla strada della realizzazione del nuovo ospedale l'amministrazione mette un paletto importantissimo: la localizzazione a Montenero basso, la cui area è stata riclassificata con una delibera approvata alle 1,30 della notte. Da "area a servizi" a "area a servizi sanitari", l'aggiunta di un aggettivo destinato a disegnare il futuro della sanità cittadina e di buona parte della città. Maggioranza compatta. Alla fine, la maggioranza ha tenuto superando i venti di tempesta che venivano annunciati da Sinistra e libertà, il cui consigliere ha ritirato i tre emendamenti alla delibera accontentandosi dell'approvazione di un documento di indirizzo allegato alla delibera nel quale si chiede l'esecuzione della valutazione d'impatto ambientale «intesa come valutazione anche strategica che contemperi anche ipotesi alternative di progetto». La delibera è stata approvata coi voti di tutto il centrosinistra: Partito democratico, Italia dei valori, Sinistra e libertà. Compatta la maggioranza, dunque, e compatte pure le opposizioni, ferme sul fronte del "no", sia pure con accenti differenti. In modo contrario si sono espressi i due gruppi del Pdl, Rifondazione comunista, Città diversa e Confronto. Emendamenti bocciati. Uno dopo l'altro, gli emendamenti presentati dai consiglieri dell'opposizione sono stati bocciati tutti. A cominciare da quello di Gianfranco Lamberti (Confronto) che voleva far entrare nel fascicolo della delibera - sia pure come allegato - lo studio di fattibilità approvato dall'Asl, per proseguire con quello di Marco Cannito (Città diversa) che ribadiva la validità dell'area dell'ospedale attuale come location per la costruzione di un nuovo presidio ospedaliero. Stesso destino per il poker di emendamenti presentati dal gruppo del Pdl che fa capo a Marco Taradash. E' stato l'assessore Bruno Picchi a esprimere il parere della giunta, negativo nei confronti di tutti gli emendamenti. Gli impegni di Cosimi. Il sindaco apre e chiude il dibattito generale. E lo fa assumendo una serie di impegni in modo solenne, davanti al consiglio comunale. Il primo riguarda la questione tanto discussa della viabilità. «Prima risolveremo quella - dice - e solo dopo presenteremo il progetto dello stabilimento ospedaliero». Il secondo, invece, attiene alle valutazioni tecniche sull'adeguatezza dell'area: «Se vi fossero problemi e carenze che poggiano su basi scientifiche saremmo noi i primi a prenderne atto e a compiere altre scelte». Per il momento, dunque, Cosimi tira dritto e incassa il sì del consiglio che gli consente di andare al confronto con la Regione, e soprattutto a lavorare per l'accordo di programma da chiudere entro un paio di mesi, con un sito individuato. «Ci arriviamo tardi». Per il sindaco la scelta del nuovo ospedale arriva «forse perfino tardi». Meglio, dice Cosimi, sarebbe stato andare a individuare la villa Corridi come sede del nuovo presidio a metà degli anni '70, dibattito che la città ha vissuto per poi scegliere di ristrutturare l'ospedale di viale Alfieri. «Anche il 1993, quando vi fu un documento di indirizzo sulla sanità a Livorno, poteva essere un momento giusto», ha aggiunto Cosimi, ricordando che la scelta dell'ospedale a Montenero basso «non è fatta in tenzone con Pisa». Il sindaco ha anche rivendicato la scelta dell'allocazione di funzioni pubbliche nell'area dell'attuale ospedale. «Discorso diverso - ha detto - in questo caso da Pisa, che ha consegnato a un privato l'intera area del Santa Chiara».
Il Tirreno
4 Dicembre 2009
LIVORNO. CEMENTO - Sì all'ospedale a Montenero. In nottata il consiglio comunale approva la localizzazione
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