CATANIA - Lultima frecciata ad Antonio Fiumefreddo arriva dagli uomini di Lombardo. I cinque assessori comunali dellMpa hanno preso le distanze dal sovrintendente del teatro "Bellini" di Catania, sottoscrivendo assieme agli altri colleghi un nuovo documento sul teatro Massimo approvato allunanimità. «Appare oramai irrinunciabile - scrivono i membri della giunta comunale di Catania - che il presidente della Regione e lassessore regionale ai Beni culturali rimuovano lanomalia di un sovrintendente il quale, anziché operare nellinteresse collettivo, agisce in spregio alle più elementari regole istituzionali di cui le ultime scomposte esternazioni sono lesempio più eclatante». Gli stessi assessori che lo scorso 26 novembre si erano astenuti dal votare un analogo documento nel quale la giunta municipale auspicava le dimissioni di Fiumefreddo, ora si trovano accodati alla linea del sindaco, Raffaele Stancanelli. Una retromarcia a seguito delle «scomposte esternazioni»? Forse. Il soprintendente aveva descritto il sindaco come uno che ha «gettato la maschera» ed è «preoccupato unicamente della propria posizione personale». Ma il cerchio intorno allex assessore, ex consulente, ex pluricandidato a sindaco, si stringe sempre di più. Per nulla turbato, neppure dal commissariamento voluto dalla Regione - e non a torto, visto che la nomina del commissario straordinario, lex prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri, per ora si traduce nella sostituzione dei poteri del consiglio di amministrazione - Fiumefreddo punta a resistere sino alla scadenza naturale del suo mandato, nel 2011. Di contro, resiste anche lo striscione "Fiumefreddo vattene" davanti al teatro, che i lavoratori del "Bellini" non hanno alcuna intenzione di rimuovere; ieri sera hanno però concesso allEnte la possibilità di registrare il concerto di Natale il prossimo 6 novembre, che andrà in onda sulla Rai il 24. Ieri sera, inoltre, il commissario ad acta Giovanni Bologna ha approvato il bilancio consuntivo del 2008 che consentirà il pagamento degli stipendi e, previo storno dei fondi. Circa un anno fa era stato lo stesso sindaco Stancanelli a parlare di un buco di circa 1,6 milioni di euro. In verità nessuno se la sente di confermare i numeri. Lultima parola spetterà al commissario Cancellieri mentre le richieste di dimissioni continuano a fioccare da destra come da sinistra. Il soprintendente cambierà idea? In verità è successo in più di una circostanza. Come tutte le volte in cui Fiumefreddo ha annunciato le sue "irrevocabili dimissioni". In una di queste occasioni, una volta formalmente accettate dal consiglio di amministrazione, finì per farsele annullare ricorrendo al Tar. Non è chiaro se Fiumefreddo abbia cambiato idea pure sul crocifisso che dal 4 novembre campeggiava sulla facciata del "Bellini" in risposta alle decisioni della Corte di Strasburgo. Don Salvatore Resca, viceparroco della chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, e anima di "Cittàinsieme", movimento di società civile apprezzato a Catania da cattolici e laici, ne aveva chiesto la rimozione perché «anche Cristo, dallalto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma credo stia sussurrando: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Fiumefreddo aveva risposto picche: «Mi spiace, non ci sto». Ora però la croce è sparita dalla facciata. Nessuna marcia indietro, invece, sulla consacrazione del teatro alla Madonna.
SICILIA - La guerra del teatro Bellini lMpa scarica Fiumefreddo. "Lombardo rimuova il sovrintendente"
I cinque assessori comunali dellMpa di Catania hanno preso le distanze dal sovrintendente del teatro "Bellini" Antonio Fiumefreddo, sottoscrivendo un documento che richiede la sua rimozione. I membri della giunta comunale sostengono che Fiumefreddo agisce in spregio alle regole istituzionali e che la sua presenza è un ostacolo per il teatro. I lavoratori del teatro hanno accettato di registrare il concerto di Natale del prossimo 6 novembre, ma hanno espresso la loro opposizione alla presenza di Fiumefreddo. Il commissario ad acta Giovanni Bologna ha approvato il bilancio consuntivo del 2008, consentendo il pagamento degli stipendi.
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