Dal 12 dicembre all'11 aprile 2010 Napoli ricorda la grande stagione del Barocco. Lo fa con la mostra Ritorno al Barocco, promossa dalla Regione Campania e curata da Nicola Spinosa. In sei prestigiosi musei cittadini rivivono esposizioni tematiche, che ripercorrono i due secoli d'oro dell'arte e della cultura partenopee. Ma proprio mentre si celebra in pompa magna l'arte del Seicento, l'attenzione torna sull'altro lato del barocco, quello oscuro e in rovina, abbandonato a se stesso e vittima di decenni d'incuria e degrado. Il reportage fotografico del Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo (guarda tutte le foto) dal titolo "Il Barocco dimenticato" denuncia lo scempio perpetuato da circa 25 anni su Palazzo Carafa Maddaloni, edificio del centro storico di Napoli patrimonio mondiale Unesco dal 1995. "Palazzo Maddaloni non era solo la dimora regia della famiglia Carafa - sostiene lo storico dell'arte Vincenzo Rizzo, esperto d'arte napoletana del XVII-XVIII secolo - ma il centro della cultura di quel periodo, basti pensare che era frequentato da letterati come Vico e da musicisti come Scarlatti". La storia del palazzo è dunque immensa e meriterebbe da sola di sollevare un caso per l'agonia in cui versa. Per comprendere il valore artistico del palazzo, ci spiega Rizzo, basta citare che "è l'unico palazzo che ha un portale così grande, progettato dal Fanzago, che supera per dimensione persino quello del Palazzo Reale di Napoli". Ma intanto le porte restano chiuse. Circoscritto da impalcature che ne impediscono la visibilità, in attesa della conclusione di interminabili lavori di restauro. "Non c'è alcune notizia - sostiene Antonio Pariante, presidente del Comitato Civico di Portosalvo - su che fine abbiano fatto i fondi della legge 2191981, stanziati dopo il terremoto dell' 80, che dovevano promuovere una serie di interventi di restauro su questo magnifico palazzo". Infatti il palazzo è ufficialmente in fase di restauro conservativo, decisione stabilita dopo che un forte nubifragio aveva fatto crollare parte di un cornicione. Ma questi lavori sono pressoché misteriosi perché afferma Antonio Pariante "non c'è la tabella prevista dalla legge, che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, il collaudatore, la data di inizio e quella di ultimazione. Non posso fare altro che sottolineare la grave assenza delle istituzioni locali e nazionali che trascurano questo preziosissimo edificio, da tempo immemore sotto il solito ponteggio!".Oggi la tutela di Palazzo Maddaloni non è quindi garantita dalla pubblica amministrazione. "Lo stato di conservazione dell'interno dell'edifico è imbarazzante" - sostiene Marianna Vitiello dottore in diagnostica e restauro dei beni culturali - "si susseguono senza sosta lesioni, fessurazioni e distacchi dell'intonaco. Ma anche alterazioni cromatiche, fratture strutturali delle volte e delle cupole, per non parlare della diffusa presenza di stuccature e di rifacimenti di parti mancanti eseguite con impasti di cemento". Ma ad essere a rischio, sostengono gli esperti del Comitato, è anche l'affresco della cupola che si osserva dopo aver oltrepassato il fastoso portale, sul quale fisher e travi di legno logorano la percezione del dipinto. "Credo che un intervento di consolidamento sia necessario quanto prima - afferma Marianna Vitiello - inoltre gli ancoraggi dei puntelli a ritenzione, applicati per impedire che i frammenti crollino, dovevano essere inseriti sulle lacune e non sulla superficie dipinta".[1] L'insofferenza per il perenne cantiere proviene anche dai commercianti della zona, stanchi di vedere prevaricati i loro interesse da un ponteggio, che si estende per un intero isolato. "Il danno economico di questi anni è incalcolabile - afferma Rosario Ferrara, Presidente del Comitato Centro Commerciale Toledo Spiritio Santo - abbiamo anche chiesto alle amministrazioni di pronunciarsi sulla fine dei lavori, ma invano". [1] Sul'argomento: 2007 LA MESSA IN SICUREZZA DI DIPINTI MURALI E STUCCHI TRAMITE PUNTELLI A RITENZIONE, IL CASO STUDIO DELL'ORATORIO DI SANTA CROCE DI URBINO, in Atti del XXIII Convegno di Studi, Bressanone 10-13 Luglio 2007, IL CONSOLIDAMENTO DEGLI APPARATI ARCHITETTONICI E DECORATIVI a cura di Guido Biscontin e Guido Driussi, p.p.207-216 tav.XIV (Fabiano Ferrucci, Isidoro Bacchiocca , Matteo Bacchiocca, Agnese Vastano)
Ritorno al Barocco: in mostra il degrado di Palazzo Carafa Maddaloni di Napoli
Dal 12 dicembre 2010, la Regione Campania ha promosso la mostra "Ritorno al Barocco" in sei musei cittadini di Napoli, che celebra la grande stagione del Barocco. Tuttavia, l'attenzione è tornata sull'altro lato del barocco, quello oscuro e in rovina, abbandonato a se stesso. Il reportage fotografico "Il Barocco dimenticato" denuncia lo scempio perpetuato da circa 25 anni su Palazzo Carafa Maddaloni, un edificio del centro storico di Napoli patrimonio mondiale Unesco. Il palazzo è stato chiuso per lavori di restauro conservativo, ma non ci sono notizie sulla conclusione dei lavori o sui fondi utilizzati.
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