Caro direttore, vero simbolo della regione Campania, la piscina Mirabilis esprime in modo esemplare i problemi di una amministrazione il cui assessore al Turismo, lo stesso che questa estate, in piena emergenza, aveva imputato alla sfortuna, al destino, al fato, il disastro ecologico nel mare del golfo di Napoli reso non balneabile da colibatteri e salmonella, ed era partito in vacanza per le Eolie. Questa volta, l'assessore Marone definisce simpaticamente «pittoresco» un fatto che a me pare inaccettabile. Dopo aver egli stesso promosso un bellissimo spot televisivo che pubblicizza la Campania, attraverso le immagini della piscina Mirabilis, non s'è preoccupato del fatto che il sito risultasse praticamente inaccessibile. I turisti, attratti dalle misteriose e suggestive atmosfere della piscina, saranno costretti a un divertente gioco folcloristico; una appassionante caccia al tesoro, tra casette e stradine di campagna, per indovinare, nella totale assenza di indicazioni, il percorso da seguire. Intervistato in proposito, Marone ha sostenuto che la colpa di questa situazione è da ascriversi al governo, dimenticando un accordo siglato a febbraio scorso, tra Mibac (ministero per i Beni e le Attività culturali) e Regione. Secondo tale accordo lo Stato ha concesso in gestione parte dei suoi beni alla Regione Campania, area Flegrea compresa, e la Regione si è impegnata, attraverso apposita società, alla gestione delle biglietterie, guardiani, servizi aggiuntivi, valorizzazione, eccetera. Non si sa cosa abbia fatto o detto in giunta, l'assessore Marone, dopo aver deciso la location dello spot, per sollecitare l'attuazione dell'accordo. Sempre a proposito della spensieratezza, della olimpica indifferenza ai destini del turismo, vorrei segnalare un fatto. La scorsa settimana è giunta a Napoli la commissione ambiente del Senato, presieduta dal senatore D'Alì, da me personalmente sollecitata a svolgere una indagine sull'inquinamento delle acque, problema che se non fosse risolto entro l'estate, provocherebbe un ennesimo disastro all'economia della Regione, essendo ormai chiaro che, fino ad oggi, in mare finisce oltre il 60 delle acque reflue e dei liquami. In prefettura abbiamo udito decine di persone informate, coscienti e interessate al gravissimo problema. C'erano tutti, ma non Marone, il quale pare non consideri l'inquietante situazione attuale, elemento attinente all'assessorato al Turismo. Senatrice del Pdl