Proprio in questi giorni, 25 anni fa, nasceva la Fondazione Napoli Novantanove e 17 anni fa il progetto «La scuola adotta un monumento» che ha mobilitato intere generazioni sul tema della conoscenza, del rispetto, della riscoperta, attraverso i monumenti, dei luoghi che hanno formato la loro identità storica e culturale. Il progetto nasce a Napoli nel 1992, in linea di continuità con un'iniziativa del ministero per la Pubblica istruzione e della presidenza del Consiglio. Conoscere per salvaguardare: la scuola per la tutela del patrimonio culturale, e vede subito un'entusiastica partecipazione delle scuole napoletane. La particolarità del progetto interessò la Commissione europea, e «La scuola adotta un monumento » è diventato nel 1994 un Progetto- Pilota Europeo, coinvolgendo quindici città di ciascun Paese dell'Unione. Subito dopo la Rete Europea nasce la Rete Nazionale Italiana di cui fanno parte 250 comuni dal Nord al Sud del Paese. Scopo ultimo del progetto èsensibilizzare le giovani generazioni al rispetto e alla difesa del patrimonio storico-artistico e più in generale dell'ambiente, attraverso un programma di educazione permanente che si traduca incomportamenti adeguati nei confronti del territorio circostante e dei segni che la storia e la natura vi hanno impresso. «Adottare un monumento » significa non solo conoscerlo ma prenderlo sotto tutela spirituale per promuoverne laconoscenza e così averne cura, sottrarlo al degrado e all'oblio, tutelarne la salvaguardia e la conservazione. Il progetto muove dal riconoscimento della centralità della scuola nel processo di formazione della cultura edei comportamenti dei cittadini e individua in essa, e in particolar modo negli studenti, il soggetto privilegiato per l'affermazione di una diversa coscienza del bene culturale. Quando lo abbiamo promosso 17 anni fa non pensavamo di raggiungere una platea così numerosa, motivata e attenta, in ambiti sociali e culturali così diversi, ma, evidentemente, le premesse di quell'idea erano giuste e fondate. Era giusto, in altri termini, individuare nel mondo scolastico, e soprattutto nelle giovani generazioni, ilreferente per lo sviluppo di una nuova consapevolezza del proprio patrimonio culturale. Un progetto straordinario, unico nella storia d'Italia, che continua a coinvolgere, con uguale passione in tutti questi anni, docenti e alunni, protagonisti, fuori dalle mura delle aule, alla scoperta delle meraviglie che sono loro vicine e che dopo anni di silenzio, hanno cominciato a dialogare con loro e a comunicare i millenni di storia, fino ad allora sconosciuta, perché fuori dai programmi scolastici. Ed è per questa ragione che, quando il 1 aprile scorso la Fondazione e le città della Rete Nazionale del progetto furono accolte in udienza al Quirinale, ritenemmo doveroso di annunciare al presidente della Repubblica che, in occasione delle celebrazioni per il150 anniversario dell'Unità d'Italia avremmo lanciato, a partire dalle città della Rete, in collaborazione con il Comitato Italia 150 e la città di Torino, il Concorso per le scuole sul tema dell'identità nazionale e culture a confronto. Riteniamo infatti che gli studenti della Rete di adotta così come, negli anni, sono stati guide e guardiani appassionati del patrimonio artistico della nazione, ora possano acquisire una nuova consapevolezza e «adottare» i principi fondanti della Costituzione italiana, un «monumento » della nostra democrazia, «la nostra Bibbia civile», come ha detto il presidente Ciampi. Mirella Stampa Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove