Quattro ettari di verde arricchito da una rigogliosa vegetazione, 5.600 mq di edifici, tra i quali spicca il casino nobile in stile rinascimentale e neo liberty, fatto erigere da Alberto Blanc, ministro degli Esteri del Governo Crispi. Villa Blanc è un importante patrimonio artistico che oggi continua a riversare in uno stato di completo abbandono e degrado. La vecchia villa sulla via Nomentana sembra non riesca a trovare una soluzione ai suoi problemi. Proseguono infatti le trattative tra la Luiss, proprietaria dal 1996, e il Comune di Roma, per l'acquisizione da parte di quest'ultimo dell'intera area. Nel frattempo il sindaco Veltroni ha già deciso quale sarà la sorte dell'intero complesso monumentale. Ha infatti annunciato che lì sorgerà la «Casa della Pace», ovvero una sede permanente dove potranno incontrarsi e coordinarsi tutti i cittadini, le istituzioni e le associazioni che si dedicano a questo tema. Il Comitato Villa Blanc, che da anni esprime la voce di tanti cittadini del quartiere e di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della storica sede, vorrebbe veder sorgere un museo del Liberty. La situazione attuale però è sempre la stessa e va avanti da anni, facendo emergere spesso tra i residenti problemi che non riguardano soltanto il contesto urbanistico e ambientale di via Nomentana. L'intera area ha recinzioni fatiscenti, che costituiscono un passaggio facilitato per i ladri che da qui raggiungono facilmente le vie adiacenti, come via Panvinio e via Vasi. La villa, priva di ogni controllo, è poi diventata dimora di fortuna anche per extracomunitari e vagabondi. L'amministrazione capitolina ha deciso la destinazione della villa, ma le attuali condizioni in cui versa questo gioiello artistico, storico e ambientale, avrebbero bisogno di un immediato intervento di restauro su larga scala. «Vorremmo che la destinazione della villa rispetti il Prg, che ne ha confermato il vincoli ambientale e paesaggistico - dichiara Sandro Severoni del Comitato Villa Blanc -, siamo convinti che si può fare molto di più, è per questo che continueremo a sollecitare un incontro con il Comune». L'associazione di quartiere vorrebbe proporre una sensibilizzazione più allargata, organizzando a settembre una serata di filmati, con una galleria fotografica e interventi vari per ripercorrere il passalo storico di questo gioiello fatto di stradine, viottoli, aiuole irregolari e ampi prati all'inglese che fanno da cornice a un patrimonio vegetale tipicamente mediterraneo con lecci, pini e allori accompagnali da esemplari esotici quali cedri, banani e cicas. I gatti sono per ora i proprietari borghesi di questa dimora contesa tra numerose specie tra cui la cincia, il codirossone, il verdone, il picchio, il pettirosso e altri rapaci notturni nonché i comuni merli e gli stormi, gabbiani e corvidi. Una vera e propria ricchezza della capitale da salvaguardare e da valorizzare.