SABBIONETA. Panguaneta, dopo quello del tecnico incaricato dalla giunta, arriva dal ministero dei Beni culturali il nuovo freno all'ampliamento della Panguaneta. Il segretariato di Bondi ha chiesto al Comune di vigilare sulla «conservazione della zona agricola oltre le mura». Sabbioneta è stata riconosciuta nel 2008 assieme a Mantova come sito Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. L'inserimento prevede la tutela di una area interna e di una «zona tampone» (buffer zone) nel caso di Sabbioneta l'area agricola che si estende oltre le mura del '500 che circondano interamente la città ideale gonzaghesca. La Panguaneta, azienda di produzione pannelli che si trova vicino alle mura, nella buffer zone, aveva presentato nel 2007 un progetto d'ampliamento che prevede il raddoppio dell'area (da 69mila a 144mila metri quadri), la sostituzione delle vecchie caldaie con impianti a biomasse e l'aumento dell'occupazione da 170 a 250 dipendenti. Dopo avere ricevuto l'ok della Sovrintendenza, da due anni la pratica è ferma tra gli uffici ed ora attende la Valutazione d'impatto ambientale regionale (che indiscrezioni indicano come positiva) e il parere del Comune. Atti che confluiranno nella conferenza di servizi. Il consiglio comunale, l'altra sera, ha registrato non pochi momenti di tensione con scambi d'accuse reciproche e parole anche pesanti, tanto che il sindaco Marco Aroldi ha fatto verbalizzare dal segretario un richiamo ufficiale a Gianni Fava, con minaccia d'eventuale successiva espulsione dalla sala consiliare. In ordine alla Panguaneta, il consulente del Comune l'architetto, Petracco ha illustrato il proprio parere ed ha parlato di un «progetto carente nella valutazione paesaggistica», di «impatto percettivo molto forte dal punto di vista dell'illuminazione e di mancanza di uno studio illuminotecnico», di una «semplice operazione di maquillage in ordine alle opere di mitigazione ambientale», di «un incremento delle emissioni delle polveri e dei composti organici volatili». Sull'argomento il sindaco ha dato lettura della missiva del Ministero, ricordando che il parere comunale sarà redatto solo se la Regione convocherà la conferenza di Servizi suggerendo anche l'ipotesi che la nota ministeriale, inviata anche in Regione, possa far sospendere l'iter. Mentre l'azienda chiederà i documenti al Comune, il direttore di Assindustria, Mauro Redolfini attacca: «Siamo in un momento di crisi. E aziende che investono e rischiano come fa Panguaneta sono rare. Eppure da due anni la pratica è persa in una logica di veti controveti. Gli industriali si attendono dalle pubbliche amministrazioni regole chiare da poter rispettare. Se ci sono dei limiti, su questi ci si può confrontare e poi partire concretamente. Ma in questo caso da anni le responsabilità si rimpallano. Oggi l'amministrazione comunale - conclude Redolfini - cerca delle 'coperture' per dire di no senza assumersene la responsabilità. Mancando la certezza delle regole si è detto di sì, poi di no. Invece chi amministra deve assumersi le proprie responsabilità o fra qualche anno anche la categoria degli amministratori, se si fanno scelte mascherandosi con i pareri d'altri enti, non ci sarà più». Ha coll.
SABBIONETA - Panguaneta, freno dal ministero
Il Comune di Sabbioneta ha ricevuto una nota del Ministero dei Beni culturali che richiede di vigilare sulla conservazione della zona agricola oltre le mura della città. La Panguaneta, azienda di produzione pannelli, aveva presentato un progetto di ampliamento che prevede il raddoppio dell'area, la sostituzione delle vecchie caldaie con impianti a biomasse e l'aumento dell'occupazione. Tuttavia, il progetto è stato fermato da due anni e ora attende la Valutazione d'impatto ambientale regionale e il parere del Comune. Il consiglio comunale ha registrato tensioni e scambi d'accuse reciproche, e il sindaco ha fatto verbalizzare un richiamo ufficiale al direttore di Panguaneta.
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