Esiste una città nascosta che solo i turisti più avventurosi, e ovviamente i nativi, conoscono: è la città perduta degli ex insediamenti militari, convive con una natura ormai di nuovo padrona. Nata come piazzaforte La Maddalena e il suo arcipelago sono stati costellati di costruzioni piccole e grandi finalizzate alla difesa militare. Di queste opere ne restano parecchie a Caprera (Poggio Rasu, Punta Rossa, Candeo) a Santo Stefano, a Spargi, e in altri isolotti e anche a La Maddalena (Carlotto, Piticchia, Guardia del Turco tuttora gestita dalla Marina Militare). Su questo problema i parlamentari del Pdl Bruno Murgia e Fabio Granata hanno presentato un'interrogazione parlamentare. Considerando la grave perdita patrimoniale e culturale, i due deputati segnalano l'imbarazzante situazione delle isole a nord della Sardegna: una storia di sprechi e perdita di danaro pubblico vergognosa, contrassegnata dall'abbandono di edifici devastati da vandali, che hanno visto passare sotto le loro mura personaggi come Napoleone Bonaparte, Giuseppe Garibaldi e Benito Mussolini. Murgia e Granata hanno chiesto al Ministro Bondi quali misure intenda adottare per evitare che questa deprecabile situazione continui nel tempo. «Tutte le opere ex militari appartengono alla Regione - afferma l'assessore ai Lavori Pubblici Gianfranco Atzeni - tuttavia per quelle che la Regione ci ha dato in consegna, con fondi appositamente istituiti, l'amministrazione ha provveduto o sta provvedendo al recupero e alla riqualificazione, com'è il caso dell'opera di Colmi sull'isola madre trasformata in un capiente teatro all'aperto, o come Arbuticci, oramai completata e pronta ad ospitare la mostra museo Garibaldi nel Mondo e altre attività culturali». Altre come l'ex Arsenale e l'ex Ospedale militare sono state riqualificate interamente per l'evento G8.