Il regista De Simone presenta lopera di Puccini: il finale conteso sarà eseguito nel 2010 in forma sinfonica Sotto il segno della concordia. Alla vigilia della prima di Turandot, domenica sul palcoscenico del Petruzzelli ritrovato, è la voglia di fare a vincere. Non ha mancato di sottolinearlo, ieri mattina nel foyer del politeama, durante la presentazione dellopera pucciniana, il sindaco Michele Emiliano, presidente della Fondazione lirico sinfonica. «La pazienza, virtù mediterranea fra le più rare - ha esordito - ci ha finalmente premiato. Così, nonostante le vicissitudini che prima il 6 dicembre di un anno fa, e dopo lo scorso 21 marzo, cimpedirono di riaprire il politeama, domenica, proprio nel giorno del nostro San Nicola, inaugureremo la prima stagione della Fondazione al Petruzzelli». Quanto alla scelta di aprire con la Turandot di Roberto De Simone, Emiliano spiega che «è stata determinata dalla volontà di onorare una promessa. Labbiamo fatto per il pubblico e, naturalmente, per attestare la nostra gratitudine al maestro De Simone, testimone diretto a marzo dei nostri sforzi perché la Turandot potesse riaprire il Petruzzelli». Da qui il clima di ritrovata pacificazione. «Oggi noi cominciamo un percorso - ha insistito Emiliano - con limprescindibile aiuto della Provincia di Bari, che ringraziamo perché senza il suo sostegno questa Turandot non sarebbe stata possibile. È un auspicio positivo che per un percorso comune che vogliamo condividere con un altro barese: Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministero per i Beni culturali. Perché il rapporto col ministero è stato determinante per la ricostruzione e riapertura del Petruzzelli e lo sarà ancora di più per il suo futuro». La Turandot, allora, che domenica sarà trasmessa in diretta radiofonica su RadioTre Rai, senza tuttavia il finale commissionato dalla Fondazione al maestro De Simone. «Dinanzi a quella che si annunciava - ha spiegato il sovrintendente Giandomenico Vaccari - uninterminabile querelle con casa Ricordi e gli eredi Puccini, abbiamo ritenuto di fare un passo indietro. Ma il finale composto da Roberto De Simone andrà comunque in scena: nel 2010, al Petruzzelli naturalmente, in forma sinfonica in una serata che dedicheremo per intero alla musica di De Simone, eseguendo anche il suo Requiem per Pier Paolo Pasolini». E se soddisfazione è stata espressa dal maestro Renato Palumbo, che domenica dirigerà lorchestra sinfonica della Provincia, «per come la Fondazione sia riuscita a costruire un grandissimo cast nel breve tempo a disposizione», De Simone ha conquistato la platea raccontando la "sua" Turandot. «Unopera che mi porto dietro - ha confidato - da quando avevo tredici anni ed ero uno studente nella classe di composizione al conservatorio. Ora al di là di aver confezionato registicamente lo spettacolo e di averne scritto il finale, sobbarcandomi uno sforzo non indifferente, visto che non lo si poteva certo immaginare facendo limitazione di Puccini, sono felice di aver contribuito a un evento culturale di estrema importanza quale sarà linaugurazione della prima stagione del nuovo Petruzzelli. Mi auguro che questa fatica sia avvertita dai signori del potere, impegnati a far tagli allo spettacolo e mai nessun progetto in nome della cultura».