Palazzo e loggia ridotti a un relitto. Finazzer: "Faremo un piano organico" Palazzo Marino apre alla proposta della Camera di commercio "Diventerà un polo culturale centrale" Caroli: "Il denaro ha scordato la cultura" Il cuore medievale di Milano a due passi dal Duomo affonda nellincuria e nel disinteresse, ma qualcosa sembra muoversi per far sì che piazza dei Mercanti torni ad essere motivo dorgoglio per la città e non la sua vergogna. A Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio, che aveva offerto la sua disponibilità ad affrontare con il Comune il problema per trovare una sistemazione dignitosa alla piazza, e allarchitetto Gae Aulenti, che aveva manifestato altrettanta sensibilità, risponde lassessore alla Cultura Finazzer Flory. «Voglio incontrare il presidente Sangalli prima di Natale, ho già chiamato la sua segreteria per affrontare seriamente la questione con un progetto organico di intervento sul territorio, seguendo sempre la logica di una connessione tra Duomo e piazza Castello». E sulla scala di vetro e acciaio che, per lo stato in cui si trova, non si addice certo al decoro della piazza «potremo lavorare insieme alla Camera di commercio e anche con larchitetto Aulenti. O per ripensarla in modo più funzionale ed estetico, o per realizzare qualcosa di diverso». Che magari, come aveva suggerito il sovrintendente Artioli, inglobasse anche lindispensabile ascensore per abbattere le barriere architettoniche di un palazzo aperto al pubblico. Per Finazzer il Palazzo della Ragione dovrebbe comunque continuare ad essere destinato alla cultura e alle mostre di fotografia - «la rassegna di McCurry ha superato i diecimila visitatori in dieci giorni» dice - mentre la Loggia dei Mercanti «utilizzata in modo bizzarro e occasionale, potrebbe offrire, invece, un calendario di iniziative almeno semestrale. Per farla diventare uno spazio con una vera programmazione culturale». Sul tema interviene anche lo storico dellarte Flavio Caroli. «Così comè tenuta, la piazza è una desolazione - esordisce - . Tutte le città hanno un centro storico, il nostro è piazza Mercanti. Ma questa città convive male con il suo spirito mercantile, che allorigine aveva prodotto proprio questo luogo antico. Nel corso del tempo la parte commerciale di Milano si è staccata dalla propria parte storica, cè stata una frattura tra presente e passato». Ma il discorso va anche allargato, secondo Caroli, perché questo è in realtà «il problema di Milano. Una città che potrebbe essere la capitale dellEuropa meridionale, e invece negli ultimi ventanni qui laspetto della creazione del denaro si è staccato dalla cultura, lasciando sprofondare il proprio passato. La piazza è un relitto, in una città che fatica ad essere moderna. È il caos evolutivo in cui si trova sempre più impelagata Milano - conclude - in cui lantico viene lasciato naufragare e non si costruisce neppure una bella modernità».