Le accuse Gae Aulenti sbaglia a dire che manca unidea di architettura, in realtà ho pagato i ritardi e le divisioni Tognoli-sovrintendente Il progetto per il restauro del Palazzo della Ragione di Marco Dezzi Bardeschi viene indicato come il compendio della filosofia progettuale di questo architetto, teorico della conservazione architettonica. Un progetto che, nelle biografie che lo riguardano, è descritto come di «conservazione totale» per la preesistente struttura antica, e di «rifiuto del mimetismo stilistico» riguardo alle aggiunte moderne al palazzo. Come la scala di sicurezza esterna ora abbandonata allincuria e oggetto di critiche, anche da parte di colleghi illustri come Gae Aulenti. Critiche alle quali larchitetto risponde: «Ho scritto pure al sindaco Moratti». Che cosa le ha scritto? «Che le segnalo, non per la prima volta, la situazione di trascuratezza della scala. La Aulenti ha sbagliato nel dire che manca "unidea di architettura" ma ha ragione nel segnalare i problemi di manutenzione». Può raccontare comè andata? «Il restauro del palazzo è durato dal 1978 al 1982. Per avere lagibilità del salone, che è quasi mille metri quadrati, i vigili del fuoco prescrivevano la scala di sicurezza non dal lato della Casa Panigarola ma verso il Duomo. La soprintendenza non voleva che si forassero le volte del portico, perciò si usò una porta chiusa sul lato verso piazza Duomo». E così la costruiste. «Non proprio. Ci fu chiesta una prova al vero con i ponteggi, che in attesa del sì definitivo è rimasta lì quasi ventanni». Come mai? «Me lo sono chiesto anchio. Credo per i pessimi rapporti fra la soprintendente Costanza Fattori, che bocciava i lavori innovativi, e il sindaco Tognoli. Alla fine un architetto del Comune progettò la nuova pavimentazione di piazza Mercanti e fece smontare tutto. Senza scala non si poteva usare il salone, perciò la soprintendenza riprese il progetto». E cosa decise? «Mi chiese una scala il più trasparente possibile, di minimo impatto e inoltre autonoma e staccata dal Palazzo della Ragione. Altre alternative, come un piccolo proscenio teatrale sulla piazza, o la discesa in un volume racchiuso, furono scartate». Per evitare il mimetismo stilistico con lantico. «Esatto. La scala costò 500 milioni di lire, metà per lacciaio e metà per il vetro. Uscendo dalla riunione in soprintendenza vidi la pubblicità della Fiera del vetro. Ci andai e contattai una ditta che tagliava il vetro in qualunque forma. Ricordo che ogni gradino della scala, alto 120 centimetri, è composto da 120 lastre di vetro da un centimetro e che non era facile incastrarle nella parte in curva. Preparate le lastre, affidammo lassemblaggio a unaltra ditta. Doveva metterci 90 giorni, ci impiegò due anni e 90 giorni». Unopera sfortunata. «Un lavoro poco considerato e tenuto in un imbarazzante stato di abbandono una volta realizzato. Lingresso era un ricettacolo di sporcizia vergognoso. Limpegno del Comune è stato notevole, essendo durato dal 1978 al 2001, dunque chiedo al sindaco un intervento urgente».
MILANO - Larchitetto si difende e conferma: quel palazzo è lasciato andare "Abbandonata e sporca non è più la mia scala" Dezzi Bardeschi: ho scritto alla Moratti
Il progetto di restauro del Palazzo della Ragione di Marco Dezzi Bardeschi è stato indicato come il compendio della sua filosofia progettuale. Il progetto, che durò dal 1978 al 1982, prevedeva la conservazione totale della struttura antica e il rifiuto del mimetismo stilistico con le aggiunte moderne. Tuttavia, il progetto è stato criticato per i problemi di manutenzione e la situazione di trascuratezza della scala di sicurezza esterna. L'architetto Dezzi Bardeschi ha risposto alle critiche, affermando che la scala era stata progettata per essere trasparente e autonoma, ma che il suo assemblaggio è stato un lavoro difficile e poco considerato.
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