«Quando Caterina Bon Valsassina, soprintendente al Polo Museale di Venezia, ha accettato di prestare una tela come La Tempesta di Giorgione, ci siamo resi conto che l'idea di riportare a casa queste opere per una mostra sarebbe piaciuta a tutti»: è il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci a presentare così "Giorgione", la mostra che si apre il 12 dicembre a Castelfranco Veneto per celebrare i 500 anni dalla morte dell'artista. Uno sforzo organizzativo ed economico notevole, per raccontare il giovane pittore - quando muore di peste nel 1510, Zorzi da Castelfranco detto Giorgione ha poco più di 30 anni - che ha rivoluzionato l'arte rinascimentale. E proprio il Museo Casa Giorgione è sede dell'esposizione prodotta dal comune di Castelfranco e da Villaggio Globale International, con l'apporto di Skirà per il catalogo e il fondamentale sostegno economico della regione Veneto e di sponsor come il Monte dei Paschi di Siena e il Banco Antonveneto. «Ci è sembrato doveroso rendere questo omaggio a un concittadino illustre come Giorgione», ha affermato il sindaco di Castelfranco Maria Gomierato, commentando tre anni di sforzi necessari per costruire la mostra coordinando prestiti da 46 musei italiani o stranieri, strutture prestigiose come il Louvre o la National Gallery: oltre ad Antonio Paolucci, Enrico Maria Dal Pozzolo dell'Università di Verona e Lionello Puppi presidente del Comitato regionale per il V centenario si sono impegnati per realizzare quella che è già definita «una mostra che vale il viaggio». «Una mostra che non si poteva fare che a Castelfranco - spiega Paolucci - Nella casa di Giorgione, affrescata da una delle sue opere giovanili, il Fregio delle arti liberali e meccaniche, i visitatori troveranno i quadri che "sono" Giorgione, come La tempesta o Le tre età, mentre la Pala detta di Castelfranco, è ospitata a pochi metri, nel Duomo». E poi ci sono le mura della città, ancora intatte come il centro storico e un ambiente miracolosamente preservato in un territorio pesantemente intaccato dal boom economico: «E sono gli stessi che Giorgione ha visto e che racconta nei suoi quadri - prosegue lo storico dell'arte - Si capisce così da dove vengano quelle atmosfere, quei panorami, quei colori come il rosa dei mattoni che si trova solo qui». Accanto ai capolavori più noti ci sono opere attribuite, perché Giorgione fin da vivo ha avuto decine di imitatori. E dipinti di artisti dell'epoca come Bellini, Durer, Tiziano. «C'è anche un piccolo Raffaello che ho comprato nel 1991 da Sotheby - ora esposto a Urbino - che è in perfetta affinità con le immagini dipinte da Giorgione», spiega Paolucci. Un'occasione per conoscere e far conoscere un artista su cui ancora si discute - basti pensare alle tante interpretazioni esoteriche date de La tempesta, «primo dipinto nella storia dell'arte ad avere come soggetto un evento meteorologico». Ma anche per un itinerario nella Marca trevigiana, vero triangolo d'oro dell'arte: accanto alle opere di Giorgione non bisogna dimenticare le testimonianze di Canova e Palladio (info www.giorgione2010.it ) riproduzione riservata
"Giorgione", la mostra che si apre il 12 dicembre a Castelfranco Veneto
Il Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto ospita una mostra "Giorgione" che celebra i 500 anni dalla morte dell'artista. La mostra è il risultato di un sforzo organizzativo e economico notevole, con l'apporto di 46 musei italiani e stranieri. Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci ha presentato la mostra, che include opere di Giorgione, come "La tempesta" e "Le tre età", nonché opere attribuite e di artisti dell'epoca. La mostra è stata realizzata con il sostegno economico della regione Veneto e di sponsor come il Monte dei Paschi di Siena e il Banco Antonveneto.
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