Continua la protesta dopo la lettera inviata dal procuratore oristanese agli uffici tecnici e alle forze dell'ordine. «Il Piano casa non si tocca». All'incredulità e alla preoccupazione iniziali, segue la voglia di chiarezza. E dagli ordini professionali è partita la richiesta di un incontro con il procuratore della Repubblica di Oristano Andrea Padalino Morichini. L'ipotesi di incostituzionalità della legge che dovrebbe dare nuovo slancio all'edilizia, ha gelato tutti. «Forse la comunicazione sarebbe dovuta essere inviata anche agli ordini professionali - osserva Gianni Pinna, presidente provinciale dell'ordine dei Geometri - visto il coinvolgimento diretto di noi tecnici». Insieme ad architetti ed ingegneri loro hanno tante responsabilità: con il Piano casa sono i tecnici che, attraverso una denuncia di inizio attività, danno il via libera a un intervento edilizio. «Molti di noi stavano già lavorando - va avanti - e c'è preoccupazione per le eventuali responsabilità. In più siamo dispiaciuti perché per una città come Oristano il Piano casa rappresenta una grossa opportunità per creare lavoro». Nessuno osa addentrarsi nel merito delle questioni sollevate dal procuratore che sostiene «sia stata disattesa l'intesa fra Stato, Regioni, enti locali e le leggi regionali sono state promulgate in assenza di una normativa nazionale - recita la lettera inviata agli uffici tecnici - In più le leggi regionali escludono la punibilità di condotte che invece il legislatore ha previsto come penalmente sanzionabili». Tutti, però, sono convinti dell'importanza della normativa, in particolare in un territorio come l'oristanese in cui il 71 per cento degli occupati dell'industria sono edili. «Incontreremo anche l'assessore regionale all'Urbanistica - fa sapere Gianpiero Cabras, responsabile della sezione costruttori dell'Associazione degli industriali - per cercare di capire la situazione. Poi consulteremo un legale per approfondire la questione della costituzionalità». E aggiunge: «Mi auguro che non ci siano azioni politiche strumentali per contrastare la maggioranza». Parla di «danno enorme» Massimiliano De Seneen della sezione costruttori. «Avevamo sperato tanto in questa legge e nessuno si aspettava una simile sorpresa. Vedremo gli sviluppi, il rischio è che si blocchi di nuovo tutto». Solo l'idea di un nuovo stop ai cantieri fa tremare una città fino a un anno fa ingabbiata nelle norme di salvaguardia. «C'è già una ripresa nell'edilizia, sarebbe gravissimo bloccare il Piano casa e lo sviluppo che può creare - sostiene Antonello Solinas, presidente dell'Appc - E poi non capisco i tempi: perché la questione è stata sollevata ora, se di Piano casa si parla da oltre un anno?». In Tribunale, intanto, serpeggia un certo malumore per il metodo seguito dal procuratore, a breve saranno convocate le Camere penali e se ne parlerà.