La Regione: bandi entro fine anno. In lista il Castello a mare e la Tonnara di Favignana Pronti 350 milioni di finanziamenti ma lassessorato potrà coprire metà degli investimenti Nuovi bandi per una somma totale di 350 milioni di euro, per attribuire ai privati la gestione di siti culturali: la pubblicazione avverrà entro il 31 dicembre di questanno, e coinvolgerà i 146 siti regionali, ma non solo. Lassessore regionale ai Beni Culturali, Lino Leanza, annuncia: «I bandi saranno destinati alla rivalutazione, soprattutto economica, di luoghi di cultura. La lista competa sarà pronta a fine mese, ma posso anticipare che tra questi ci saranno il Castello a Mare a Palermo, a Catania il Teatro Antico e la Manifattura Tabacchi, la Tonnara di Favignana, il Museo di Lipari e la Fortezza di Porto Palo». Siti che, con una accurata gestione di valorizzazione, potrebbero diventare punti di riferimento fondamentali per lauspicato raccordo tra cultura ed economia. Si pensi al caso del Castello a Mare di Palermo, antica fortezza araba ricca di storia e reduce dal restauro di questa estate, che si affaccia sul porto della città: sede perfetta per spettacoli, allestimenti en plein air, concerti, potrebbe rivelarsi un luogo di grandissimo interesse ed attrazione. Lo stesso può dirsi per la Tonnara di Favignana, anchessa fresca di restauro, che per importanza architettonica, enorme capacità di spazi ha tutte le carte in regola per diventare museo, spazio espositivo ma anche per una accoglienza deccezione. Da scoprire, ancora, la Manifattura Tabacchi e il Teatro Antico di Catania, il primo un esempio di archeologia industriale e il secondo luogo non fruito nemmeno dalla stessa città, pur trovandosi al centro dellasse viario più importante. Il nuovo progetto amplia la lista dei siti, e arriva a individuarne 500, aggiungendo a quelli regionali i siti comunali, provinciali, privati e i beni ecclesiastici, grazie ad un protocollo dintesa che sarà firmato con la Cei in questi giorni. I fondi, tutti provenienti dalla Comunità Europea, sono anche destinati ai siti Unesco siciliani, comprendenti Val di Noto, Siracusa, Pantalica, Palermo, Agrigento, Monti Sicani e la zona del trapanese, Eolie e Peloritani. In pratica, i privati che vorranno partecipare ai bandi dovranno possedere i requisiti stabiliti, ma avranno libertà nella proposta del progetto; per i bandi "a titolarità", ci si dovrà attenere ad una serie di paletti fissati dalla Regione. Parola dordine, "compartecipazione": finanziamento del 20 per cento per gli eventi finanziati, del 40 per cento per la realizzazione di infrastrutture, mentre i privati avranno un sostegno del 50 per cento. «La limitatezza delle risorse - dice Leanza - ma anche la consapevolezza che nellultimo Por i finanziamenti messi in campo, più di un miliardo e duecento milioni di euro, non ha avuto un ritorno positivo, ci ha indotto a modificare il metodo di attribuzione dei fondi». Lassessorato ai Beni culturali manterrà comunque una supervisione sulle decisioni, trattenendo per sé tutela, conservazione, proprietà e coordinamento scientifico. «Per intenderci - conclude lassessore Lino Leanza - basta con i concerti rock al Teatro greco di Taormina». Ma cosa pensa chi lavora con i beni culturali? Bernardo Tortorici, responsabile dellassociazione Dimore storiche e presidente dellassociazione Amici dei musei siciliani, gestisce lOratorio di San Lorenzo e la chiesa della Catena: «Sono perfettamente daccordo - dice - sulla gestione ai privati di luoghi piccoli e medi, che possano dar vita a un incremento lavorativo. Noi con il ricavato dei biglietti teniamo aperti i due luoghi tutti i giorni, paghiamo i ragazzi per le visite, le bollette e qualche piccola riparazione. Ma credo che la Regione non possa rinunciare alla gestione diretta dei suoi gioielli di famiglia, come la Villa del Casale o il Teatro Greco di Taormina: semmai occorrerebbe pensare ad alleggerirne la burocrazia e ad un personale specializzato e flessibile».