I primi ad apprezzare il Beaubourg sono stati i parigini. Il pubblico locale è quello da fidelizzare Lapertura definitiva dellopera di Zaha Hadid a fine maggio Dopo linaugurazione del "monumento architettonico" Kandinskj e Calder hanno fatto record di visitatori: non è vero che la stagione delle grandi mostre è finita Il nuovo museo visto dal presidente del Centre Pompidou, spazio fra i più amati dEuropa. Tra grandi mostre, progetti e bilanci Il maxxi visto dal Pompidou: un luogo aperto, tutto da scoprire, per le mostre, le biblioteche, i ristoranti, i piccoli negozi, gli spettacoli. Un posto che sappia reggere la concorrenza della cupola di San Pietro e del Colosseo. Così Alain Seban, presidente di uno dei primi - e più amati - musei dEuropa, immagina il Maxxi del futuro, svelando i segreti dello spazio che dirige dallaprile 2007. Prima di tutto, un giudizio estetico: il Maxxi le piace? «Zaha Hadid ha dato vita, ancora una volta, a un edificio magistrale. Sicuramente uno dei suoi capolavori. Un monumento del nuovo secolo, che ha una forza simbolica veramente notevole». Il Maxxi guarda al Centro Pompidou come a un modello. Qual è il segreto del suo successo? «La forza del gesto architettonico inaugurale è stato uno degli ingredienti della riuscita, almeno quanto il fatto di trovarsi al centro di Parigi. Ma il segreto è stato soprattutto quello di creare un luogo aperto, pluridisciplinare in cui si intrecciano attività e pubblici diversi, dai giovani che frequentano la biblioteca fino ai visitatori delle grandi mostre temporanee passando per i turisti che vengono per il museo o solo per la vista. È ciò che ci permette di allargare il nostro pubblico molto oltre i soli appassionati di arte contemporanea, poiché la nostra missione fondamentale è mettere in contatto creatività e società». Quanto è necessario un museo darte contemporanea in una città il cui patrimonio artistico-culturale è molto legato al passato? «Larte contemporanea costituisce il patrimonio e la tradizione del domani; non cè dunque alcuna opposizione da sottolineare. Credo al contrario che una metropoli debba saper articolare le due cose: non essere cioè soltanto un luogo di monumenti ma anche un luogo di creatività. Parigi è diversa da Roma ma, come città storica, deve difendere una visione contemporanea e proiettarsi nel futuro. Come fa con efficacia in questo momento». La gestione di un museo è un fatto culturale ma anche economico: bisogna catturare visitatori e interesse. Come si fa in una città in cui il turismo ha una dominante religiosa e storico-artistica? «È fondamentale che la popolazione locale si appropri del nuovo edificio. Il Pompidou è stato frequentato soprattutto dai parigini, prima che i turisti lo scoprissero. Oggi i parigini ci restano fedeli ma sono in forte aumento proprio quei visitatori stranieri che scelgono di passare per il Centro Pompidou nel momento in cui la loro curiosità è prima di tutto sollecitata dal ricco patrimonio parigino. Si vede bene oggi che larte contemporanea è un potente fattore di attrattiva. Sono certo che il Maxxi troverà il suo pubblico e gli auguro successo pieno»«. Quale devessere secondo lei il ruolo delle attività non artistiche come ristoranti, librerie, piccoli negozi nel museo? «Un centro culturale, un museo, sono luoghi di vita. I visitatori devono avere la possibilità di vivere nel museo un momento con gli amici o con la famiglia e di poter portare a casa un piccolo ricordo, un oggetto, un libro, un catalogo che consenta di prolungare lesperienza di conoscenza, di approfondire. Mettere tutto ciò a loro disposizione fa parte dei nostri obiettivi». Pittura, scultura, video: se dovesse consigliare al Maxxi un genere con cui inauguraree, in primavera, cosa consiglierebbe? «Non esiste una ricetta miracolosa. Ogni istituzione ha la sua personalità ed è ciò che rende la visita dei luoghi culturali nel mondo appassionante: a Parigi, a New York, a Roma». Alcuni critici hanno scritto che lepoca dei musei-opera è finita e che lItalia arriva ultima in Europa, per di più ora che la stagione delle grandi mostre si è conclusa. Che ne dice? «Il Louvre e il Guggenheim ad Abu Dhabi, lampliamento della Tate Modern, il Centro Pompidou-Metz smentiscono. Quanto alle grandi mostre, per parlare solo della nostra programmazione, il successo di Kandinsky (oltre 700 mila visitatori), di Calder (oltre 470 mila visitatori) o la mostra di Pierre Soulages che prosegue fino a marzo sono la prova della passione del pubblico».