La società potrà gestire aree del demanio militare per impianti energetici, nucleare compreso Avevano tentato a luglio la via ordinaria del disegno di legge per consultare il Parlamento, poi la retromarcia improvvisa, eppure il progetto era scritto e già benedetto da Ignazio La Russa. Il passaggio della Finanziaria al Senato, superate le forche caudine della Commissione e l'opposizione del Pd, spazza via qualsiasi dubbio: si può fare, entro dicembre sarà costituita la società "servizi Difesa spa". Nel testo ora in discussione alla Camera, prima dell'approvazione definitiva della legge di bilancio, all'articolo 2 il progetto è descritto senza velature: "Ai fini dello svolgimento dell'attività negoziale diretta all'acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell'amministrazione della difesa e non direttamente correlate all'attività operativa delle forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, da individuare con decreto del ministro della Difesa di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze... nonché delle attività di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione, è costituita la società per azioni denominata "Difesa Servizi Spa", con sede in Roma. Il capitale sociale della società di cui al presente comma è stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del ministro della Difesa, che esercita i diritti dell'azionista". Questa è la struttura portante, semmai dei ritocchi potrebbero cambiarne la fisionomia, ma nella sostanza siamo dinanzi a una spa con azioni interamente sottoscritte dalla Difesa, ma con un vero consiglio di amministrazione di nomine ministeriali con uno statuto più o meno variabile. Da quel cda passeranno contratti di sponsorizzazione, compravendita immobiliare, conversione a nuovo uso di aree militari dismesse, penitenziari abbandonati. Circa cinque miliardi di euro da amministrare. Quel che preoccupa, e che l'onorevole Rosa Villecco Calipari ha denunciato in commissione, riguarda la possibilità di gestire in aree di demanio militare quindi sottratte al controllo di organi amministrativi e istituzioni impianti energetici: ovvero centrali nucleari e termovalorizzatori. E in tema di privatizzazioni, almeno in senso giuridico, nel prossimo Consiglio dei ministri sarà approvato il decreto legge che istituisce la Protezione civile spa. La bozza è stata consegnata ieri a Palazzo Chigi. Tutto pronto. Nonostante il ministro Tremonti sia scettico sull'operazione.
In Finanziaria spunta "Difesa spa"
La società "Difesa Servizi Spa" sarà costituita entro dicembre per gestire aree del demanio militare per impianti energetici, nucleare. Il progetto è stato approvato dal Senato e la Camera sta per approvarlo. La società avrà un capitale sociale di 1 milione di euro e il consiglio di amministrazione sarà composto da nomi ministeriali. La società potrà gestire contratti di sponsorizzazione, compravendita immobiliare e conversione a nuovo uso di aree militari. Circa cinque miliardi di euro saranno amministrati. La possibilità di gestire impianti energetici, nucleare, in aree di demanio militare, preoccupa alcuni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo