Richiesta inaccettabile. Parigi vorrebbe la parte inferiore della Trinità di Masaccio raffigurante lo scheletro conservata nella Basilica di Santa Maria Novella per esporla in una mostra incentrata sulla morte. Ma padre Alessandro Salucci, presidente dell'Opera per Santa Maria Novella, ha già risposto di no. Un no deciso e motivato. La bizzarra richiesta, come già denunciato dal Corriere Fiorentino qualche settimana fa, era stata avanzata da Patrizia Nitti (Foundation Dina Vierny Musée Maillol). Giustificata col fatto che, davanti alla vista complessiva della Trinità , il visitatore non può cogliere tutto lo splendore di quel particolare («schiacciato dalla potenza della Trinità ») cosa che invece avverrebbe in una esposizione a parte. Pronta la risposta di Padre Salucci. Nella lettera inviata a Patrizia Nitti scrive infatti: «Non è possibile immaginare lo scheletro separato dal registro superiore raffigurante la Trinità , essendo esso non due parti distinte, come la vostra lettera fa intendere, ma una sola unità teologica, liturgica e di culto». Un no preceduto da una chiara premessa storica, artistica e teologica dell'affresco che ogni anno viene ammirato «da almeno 400.000 persone paganti un biglietto di ingresso». «Credo ha concluso padre Salucci che sia del tutto giusto che i visitatori, a cui vanno aggiunti i fedeli fiorentini, possano continuare a fruire e godere dello splendore irripetibile di quest'opera masaccesca, non soltanto un'opera d'arte, ma un oggetto di culto ed espressione certa della fede».
Masaccio, lo scheletro della Trinità a Parigi? Santa Maria Novella dice di no
La Basilica di Santa Maria Novella di Firenze ha ricevuto una richiesta inaccettabile da parte della Fondazione Dina Vierny Musée Maillol per esporre la parte inferiore della Trinità di Masaccio, raffigurante lo scheletro, in una mostra sulla morte. La richiesta è stata respinta dal padre Alessandro Salucci, presidente dell'Opera per Santa Maria Novella, che ha motivato il suo rifiuto con una lettera. Salucci ha affermato che lo scheletro non può essere separato dal registro superiore raffigurante la Trinità, poiché essi sono una sola unità teologica, liturgica e di culto.
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