Versilia Preoccupa una direttiva Ue La paura più grande, stavolta non arriva dalla burocrazia. Certo, il rischio che la direttiva dell'Unione europea sulle concessioni demaniali dei balneari sia recepita interamente dal governo (già sotto infrazione), con la conseguente messa all'asta delle spiagge italiane (Toscana compresa), è reale e preoccupa. Ma la paura più grande è un'altra e ha molto a che vedere con le tradizioni e la cultura locale. Insomma, si teme che anche gli arenili italici possano perdere l'identità storica. In altri termini: se le concessioni demaniali saranno messe all'asta c'è il rischio che nel giro di un lustro da Viareggio alle risacche apuane sventolino le bandiere russe. Già, perché i magnati cresciuti a dismisura dopo il crollo dei regimi comunisti pare abbiano un amore incondizionato per tutto ciò che si può comprare in Versilia. E dopo le ville, i terreni, i rustici e gli yacht, potrebbero anche tuffarsi nel business dei bagni. E allora chiudete gli occhi e provate a immaginare un Bagno Piero (quello tanto amato dal presidente dell'Inter Moratti) gestito da Vladimir. Oppure il lussuoso Balena fagocitato da una serie di società trans-Urali stile matrioska. Razzismo e xenofobia commerciale? Assolutamente no. «I russi sono i benvenuti in Versilia spiega Umberto Buratti, sindaco di Forte dei Marmi, già presidente dell'Associazione dei balneari ma è chiaro che questi luoghi non possono essere terra di conquista. Abbiamo approvato leggi per arginare la nascita di negozi griffati che da anni hanno fagocitato le botteghe artigiane locali e, se si dovesse arrivare ad aste affidate solo al potere del denaro, ci 0pporremmo decisamente ». Un primo appuntamento si è svolto, voluto da Anci nazionale e regionale, pochi giorni fa a Livorno. E oggi a Roma ci sarà una manifestazione nazionale contro la direttiva Bolkeinstein, la norma europea che obbliga, trascorsi sei anni, di mettere all'asta le concessioni che fino ad oggi erano state tacitamente rinnovate ai legittimi proprietari dei bagni. «Siamo contrari alla direttiva anche perché i proprietari degli stabilimenti balneari hanno fatto investimenti pesantissimi spiega Vincenzo Lardinelli, viareggino e presidente nazionale della Federazione nazionale imprese balneari credo che sarebbe importante avere una proroga di vent'anni. Il ministro Raffaele Fitto si è già mosso con l'Ue e noi speriamo che la cosa finisca bene. Anche perché i nostri investimenti sono stati finanziati con mutui da pagare. E allora, se dovesse passare l'ipotesi asta, chi subentra dovrebbe pagare debiti, opere realizzate (piscine, bar, strutture di ogni genere) e pure la clientela che noi abbiamo fatto innamorare della Versilia in decine di anni di duro lavoro». I balneari toscani parlano inoltre di una normativa, quella europea, impossibile da applicare in tutti gli stati membri. Le spiagge ci sono in Olanda, in Norvegia, in Svezia. Però in inverno sono deserte e in estate gli stabilimenti balneari sono quasi un'eccezione. Italia, Spagna, Francia e Grecia sono altra cosa e insieme sono pronte a far valere i propri diritti. Insomma, anche la spiaggia può essere doc e nostrale.
FORTE DEI MARMI Spiagge messe all'asta Allarme dei balneari: Andranno tutte ai russi
La direttiva dell'Unione europea sulle concessioni demaniali dei balneari potrebbe essere recepita interamente dal governo italiano, con la conseguente messa all'asta delle spiagge italiane. Ciò preoccupa i proprietari degli stabilimenti balneari, che hanno fatto investimenti pesantissimi e temono di perdere l'identità storica dei luoghi. La paura è che le spiagge possano essere gestite da società russe, che potrebbero avere un interesse commerciale. Il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, afferma che i russi sono i benvenuti in Versilia, ma che questi luoghi non possono essere terra di conquista.
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