Riflettori puntati sulle Gallerie dell'Accademia: alla Fondazione Cini a San Giorgio di Venezia nella giornata di ieri si è parlato infatti di «illuminare le opere d'arte», in un convegno organizzato da Mizar, azienda trevigiana leader nel settore. Il nuovo progetto di ampliamento delle Gallerie, con grande spazio lasciato proprio al particolare tipo d'illuminazione che dovrà essere approntato, è stato presentato da Renata Codello, direttore presso la Soprintendenza di Venezia che ha collaborato al progetto e che ne segue quotidianamente l'iter, sia burocratico che fattivo. Un elemento rivoluzionario sarà il separare l'Accademia di Belle Arti dalla sua pinacoteca, fatto per ora unico al mondo che probabilmente sarà seguito dall'Accademia di Brera. Per questa operazione si è dovuto restaurare l'Ospedale degli Incurabili alle Zattere, futura sede della scuola, si che lo spazio espositivo passerà dagli attuali quattromila agli oltre ottomila previsti. Durante tutta la durata del cantiere, che si spera possa prendere il via entro settembre di quest'anno, le opere d'arte rimarranno al loro posto e per sicurezza sarà stipulata una polizza internazionale di assicurazione. La dottoressa Renata Codello ha anche proiettato alcune simulazioni al computer per cercare di far capire come e quali saranno i nuovi spazi, dalla costruzione di una nuova scala interna al piano interrato per servizi ed apparati tecnici. Nell'attuale biblioteca dell'Accademia, il cosiddetto «Tablino», verrà lasciato posto soltanto per la pala di Carletto Caliari, figlio del più noto Paolo detto Veronese, dipinta all'epoca proprio per questo ambiente, perché «lo spazio palladiano -dice sempre la Codello - è così bello che è giusto ammirarlo senza essere distratti da tante altre opere». L'ammontare dell'intero progetto è stato valutato diciannove milioni e cinquecentomila euro, e visto che tra breve ci sarà la definizione della gara europea d'appalto, è prevista la presentazione ufficiale del nuovo spazio museale all'Accademia da parte del Ministro ai Beni Culturali, che probabilmente avverrà durante la prossima Mostra del Cinema. Il tema dell'illuminazione è, per un museo o una pinacoteca, un aspetto fondamentale, tanto che per questo l'architetto Tobia Scarpa ha progettato un nuovo tipo di lampade, le cosiddette «Ray», già sperimentate nell'esposizione della pala di Carlo Crivelli e durante la mostra su Giorgione, entrambe all'Accademia. Molte opere d'arte hanno già in sé l'indicazione di come debbano essere illuminate e la luce per gli ambienti museali infatti è una variabile progettuale estremamente importante e complessa. Attraverso la luce è possibile far «leggere» l'opera esposta, esaltando le sue valenze formali e cromatiche, oltre a creare percorsi percettivamente confortevoli che guidino il visitatore alla scoperta delle opere.