LA MIRABILE SUPPONENZA DI MARONE Caro direttore, Mirella Barracco appartiene a quella genìa rara, capace di pensare, di saper progettare con l'ausilio dei migliori consulenti del settore per costruire un prodotto di qualità e ridare luce a qualcosa di bello, inserendolo in un processo compiuto. Nel campo dei beni culturali, di cui la nostra Campania e Napoli sono ricche, in particolare questo metodo di procedere significa conservazione, valorizzazione e fruizione dell'offerta con il coinvolgimento necessario di tutto l'indotto che crea valore come il sistema ricettizio di alberghi, pensioni, trasporti e via dicendo. Non è difficile, avendo a portata di mano quel ben di Dio che la natura ci ha fornito. Ma è difficile farlo con questa burocrazia istituzionale che ci ha abituato alla sciatteria e al pressoppochismo. Ha perciò ragione da vendere Mirella Barracco quando non si indigna, ma peggio, sorride, nel vedere il bellissimo spot che dovrebbe coronare e proporre qualcosa che non c'è o che non è visibile, perché è stata resa invisile, e non più «mirabilis». Allora, senza fare polemica con il bravo Marone, che è preso un po' dalla supponenza di chi occupa il potere invece che dall'umiltà, non trovo pittoresco l'affidamento della piscina Mirabilis alla cura della «vicina», mentre forse sarebbe il caso che si studiasse, e senza volere fare critiche, un pacchetto ad hoc: ad esempio per la settimana di Natale e di Pasqua per i Campi Flegrei, sfruttando proprio il traino di questo splendido spot. Francesco de Goyzueta Napoli Confesso che anch'io sono rimasto colpito dal tono dell'intervista dell'assessore Marone. De Goyzueta parla di supponenza, e il termine credo sia proprio quello giusto. È davvero singolare che l'assessore si meravigli delle obiezioni sollevate. Dunque, doveva passare sotto silenzio che quel mirabile monumento così bene esaltato dallo spot pubblicitario commissionato dalla Regione, mirabile non è affatto. E non lo è perché nessuno si è dato da fare per renderlo tale. Ancora una volta, Marone scarica tutte le responsabilità sul governo. E ancora una volta, cerca di accampare scuse. Ci spieghi allora una volta e per tutte perché la Giunta di cui fa parte è arrivata a finanziare corsi di formazione per ex detenuti da trasformare in angeli custodi di improbabili turisti, e non si è mai preoccupata, invece, di formare custodi e guide per i nostri monumenti. È stata però costituita una società regionale ad hoc che non si sa a cosa servi e cosa faccia. Ora Marone invoca il realismo. Eppure, ci è stata una stagione, quando a governare erano gli altri, in cui non c'era realismo che tenesse, e ogni monumento incustodito era portato a prova della incapacità, dell'inefficienza e dell'inadeguatezza della classe politica locale. Ora Marone scopre che per gestire il castello di Baia occorrono cinquanta custodi. E perché questo particolare è stato omesso quando con strombazzamenti vari la Regione Campania annunciò che aveva chiesto al ministero e vittoriosamente ottenuto la gestione dei siti archeologici locali? Se, come dice Marone, è pittoresco far gestire la piscina Mirabilis da una vicina, perché non far gestire l'assessorato alla Cultura dal primo che si trovi a passare da quelle parti? Pittoresco per pittoresco, potrebbe essere un'idea.