Un commissario al posto del Cda. Fiumefreddo resta al suo posto Il dirigente: "Solo il governatore può decidere di allontanarmi dal mio posto" Ha detto che rimane al suo posto e si è appellato all»amico presidente» Raffaele Lombardo: «A lui spetta la scelta: mi consenta di portare a compimento lopera di pulizia e di apertura del teatro a tutti o mi rimuova dautorità». Il ruggito del soprintendente del Massimo Bellini Antonio Fiumefreddo, messo sotto accusa dai sindacati e dal consiglio damministrazione ma rimasto in sella. E assolutamente determinato a non fare un passo indietro. Proprio per protesta contro la sua gestione, il cda presieduto dal sindaco Raffaele Stancanelli si era dimesso in blocco. Ma la clamorosa decisione, anziché spodestare il sovrintendente, ha sortito leffetto opposto: il governo regionale ha commissariato il cda ma nessun provvedimento è stato preso nei confronti di Fiumefreddo, la cui revoca spetta al presidente della Regione. E finora, Palazzo dOrleans si è limitato a una nota con laugurio che «lo stesso atteggiamento del consiglio damministrazione sia assunto dagli altri protagonisti della vicenda». Daltronde, come dice il commissario ad acta Giovanni Bologna - inviato a Catania per il disbrigo delle pratiche urgenti fino allinsediamento del commissario straordinario Anna Maria Cancellieri - uneventuale revoca del sovrintendente deve essere motivata da «gravi inadempienze» segnalate dal cda. «E se ci fossero stati, questi elementi, sarebbero stati segnalati dai consiglieri di amministrazione prima delle loro dimissioni». Il sospetto, ovviamente, è che Fiumefreddo possa trarre qualche vantaggio dallamicizia con Lombardo. Il Pd, il Pdl lealista, gli uomini vicini a Stancanelli gridano alla presa in giro: «Questa situazione di tensione - dice il deputato del Pdl Marco Falcone - lha provocata il sovrintendente che però non si dimette né viene rimosso. Ma il nuovo commissario Cancellieri ha garantito ai sindacati e a Stancanelli che segnalerà le gravi inadempienze di Fiumefreddo». Il quale rimanda al mittente tutte le contestazioni. Con lappello all»amico presidente»: «Se verrò rimosso, lavrà vinta la solita cricca di fannulloni impenitenti che considera le istituzioni come fossero casa propria».