Cambiano proprietà la caserma Tassi, villa Camerata e villa Il Poggiolo La Fortezza da Basso e lex convento di SantOrsola agli enti locali, lattuale sede della facoltà di Agraria alle Cascine, il complesso di Castelpulci, la caserma Tassi, villa Camerata e villa Il Poggiolo allo Stato. Da ieri il risiko immobiliare più complicato degli ultimi anni è concluso: con la firma dei dirigenti di Regione, Provincia, Comune e Demanio dello Stato sullatto di permuta riveduto e corretto, sia il casermone di San Lorenzo da anni «buco nero» del quartiere che ledificio del Sangallo usato come polo espositivo e congressuale sono passati nelle mani degli enti locali. SantOrsola è interamente della Provincia, nella Fortezza invece il Comune ha il 50, la Provincia il 43 e la Regione il 7. Uno scambio alla pari: 167 milioni di euro a Firenze altrettanti allo Stato, è la stima fatta dai tecnici. E non è detto sia lultimo: «Abbiamo deciso di avviare subito un tavolo tecnico perché si proceda a una ricognizione delle strutture non usate dallo Stato presenti sul territorio per firmare un nuovo accordo qualora ci fosse linteresse degli enti locali», ha annunciato ieri il direttore del Demanio Maurizio Prato. Per SantOrsola e la Fortezza si apre dunque una nuova pagina. Nella prima si faranno un liceo artistico, uffici pubblici e una galleria commerciale, il destino del polo espositivo invece è anche legato alla partita Tav: per sabato prossimo 5 dicembre Palazzo Vecchio aspetta dalle Ferrovie una conferma sul progetto Tav, la fermata sotto Firenze dei Frecciarossa potrebbe proprio essere sotto il polo espositivo, Renzi è convinto che alla fine la mega stazione ai Macelli non si farà (e forse le Ferrovie non costruiranno migliaia di metri quadri di case lungo i binari ferroviari come previsto dallaccordo 2007 in base al quale le Ferrovie avrebbero edificato in cambio del terreno di Porta al Prato dove sorgerà il nuovo teatro del Maggio). Non sarà questione di un giorno, ci vuole un piano. Il famoso progetto di riordino detto master plan Gurrieri, in base a cui lamministrazione ha prorogato al 2012 le autorizzazioni per i padiglioni senza concessione edilizia, è poco più di uno schizzo, è stato oggetto delle polemiche dellex sovrintendente regionale Lolli Ghetti. Né è chiusa linchiesta della magistratura sui padiglioni di cui sopra. Mentre la previsione di Firenze Fiera di poter piazzare il parcheggio per la logistica delle fiere nel piazzale di Montelungo resta sospeso in attesa di sapere dove finirà la stazione per lalta velocità. Comunque il passaggio di proprietà è «il punto di partenza essenziale e tanto atteso per dare alla Fortezza lasseto definitivo che la faccia diventare competitiva», dice Raffaello Napoleone, lad di Pitti Immagine che ora spende ogni anno due milioni e mezzo di euro per sopperire alle carenze della struttura durante le fiere della moda. Lassessore regionale alla cultura Paolo Cocchi ricorda come da parte della Regione ci siano 30 milioni a disposizione per i lavori, altri 30 vanno però trovati. Cocchi mette un punto fermo alla questione di Prato dove il sindaco Cenni dice di preferire, in nome della crisi del settore fieristico, un centro assai più piccolo dei nuovi 40 mila metri quadri previsti allex Banci. «Purchè si mantenga lintegrazione con Firenze», dice lassessore. Mentre il presidente di Firenze Fiera, Carlo Bossi, non nasconde di sperare a questo punto in un «progetto veramente ambizioso», che comprenda lintera area, dalla Fortezza al Palacongressi, Palaffari, ex Dogana, parcheggio per la logistica.