Paolo Tizzoni, vicedirettore del Comune ed esperto di idraulica del territorio: "In 15 anni molti passi avanti" "Abbiamo messo in sicurezza anche molti rivi, ma sul Bisagno non è sufficiente" «QUINDICI anni fa non sapevamo nemmeno quale portata dovessero avere i letti dei nostri fiumi per essere sicuri; da allora sono stati fatti investimenti di diverse centinaia di migliaia di euro e sono stati messi in sicurezza quasi tutti i rivi, mentre quelli ancora da completare, Chiaravagna e Bisagno, sono caratterizzati comunque da lavori in corso». Paolo Tizzoni è vicedirettore generale del Comune di Genova, responsabile per territorio, sviluppo urbanistico ed economia, ma è soprattutto uno dei massimi esperti genovesi in materia di sistemazione idraulica del territorio. Negli ultimi anni nonostante le forti piogge non si sono più verificate alluvioni: solo fortuna o anche frutto del lavoro fatto? «Sicuramente il lavoro fatto ha contato parecchio e sono stati essenziali i piani di bacino, che abbiamo completato nel 2003, sulla base di quegli studi siamo intervenuti seguendo le priorità, mettendo in sicurezza e in alcuni casi anche rimediando agli errori passati». Ad esempio? «In Valle Stura, a Masone, abbiamo demolito un muro di contenimento abbattuto dallalluvione del Settanta e ricostruito sullo stesso punto, che era sbagliato. Abbiamo fatto parecchio, ma ora bisogna continuare ad investire risorse per completare il lavoro, penso al Chiaravagna e soprattutto al Bisagno». I rivi non escono dagli argini, ma si moltiplicano le frane, perché? «Il nostro territorio è molto fragile, quando piove tanto il terreno è sempre smottato, una volta i contadini lo tenevano su con le fasce, ma a volte anche le fasce cedevano. In questi casi il problema è mettere in sicurezza, ma anche lavorare sulla protezione civile, perché non si può evitare tutto».