VOLTERRA. Su tutte le storie di dolore e follia del manicomio di Volterra sta per calare il sipario. Un velo di cemento trasformerà i padiglioni, da oltre 30 anni ingoiati dall'abbandono, in un complesso turistico extralusso di 200 appartamenti. Là dove c'erano i matti nascerà la cittadella dei turisti a cinque stelle Un investimento di 25 milioni. Il Comune detta le sue condizioni ma monta la polemica: non svendete Cantate a Sanremo da Simone Cristicchi. Incise sulle pareti con vetri rotti e fibbie della camicia di forza da uno degli internati, Nof. Demonizzate nell'immaginario collettivo di tanti toscani, ormai adulti, cresciuti con lo spauracchio del «Ti mando al manicomio di Volterra». Su tutte quelle storie di dolore e follia sta per calare il sipario. Un velo di cemento a 5 stelle che trasformerà i padiglioni, da oltre 30 anni ingoiati da degrado e abbandono, in un complesso turistico extralusso di 200 appartamenti. Lunga è la lista dei comfort previsti dall'operazione Poggio alle Croci, che vale intorno ai 25 milioni di euro: piscine interne ed esterne, centro benessere, area per concerti. I dettagli sono sul sito di Invest in Tuscany, il servizio di Toscana promozione nato per attirare investimenti diretti dall'estero sul territorio. Il business va oltre i confini nazionali e punta ai paperoni inglesi, come spiega il sito british www.poggioallecroci.com. Con tanto di diagrammi sui flussi turistici, informazioni sul progetto, descrizione del territorio ad un tiro di schioppo dall'aeroporto, da città d'arte come Pisa e Firenze, dalla costa. Insomma, chi investe fa sul serio. Se da una parte si cerca già di fare proposte di vendita di prima classe, dall'altra sui tavoli del Comune di Volterra c'è al vaglio il progetto dettagliato di riconversione, presentato, secondo indiscrezioni, proprio dall'immobiliarista inglese di origini indiane che ha acquistato dall'Asl per 8 milioni di euro quei 100mila metri cubi di volume e 33mila metri quadri di superficie edificabile. Mentre il presente si spara nell'etere, il passato è ancora imprigionato là dentro. All'interno di una struttura divisa in padiglioni che per quasi un secolo, dalla fine dell'Ottocento al 1980 - con l'avvento della legge Basaglia - ospitò uno dei più grandi manicomi d'Italia. Era una sorta di cittadella autonoma, con un numero di internati che raggiunse i 4500 pazienti negli anni Quaranta e con circa duemila operatori, tra medici, infermieri e inservienti. Un matassa di follia tramandata, comunque, ai "sani" attraverso decine e decine di lettere scritte dagli internati ai loro cari e trasformate nel volume di 400 pagine "Corrispondenza negata, epistolario della nave dei folli". Nessuno di quegli sfoghi, dal 1889 al 1974, è mai arrivato a destinazione, impigliato tra cartelle cliniche e oblio. «Alcuni di noi spesso si trovano in manicomio perché la società non ha i nervi saldi per sopportarci, bisognerebbe curare la società», scriveva Angelo ricoverato nel 1961. «Carissimo padre, non potete credere quanto sia dispiacente perché non mi diate vostre notizie», lamentava il suo dolore Mario. La città era lì dintorno, ma ciò che era dei pazzi, non doveva esistere. E' solo grazie all'interessamento di un gruppo di medici dissidenti, nei primi anni Ottanta, che oggi il mondo può salire a bordo di quella "nave dei folli". Il progetto di Poggio alle Croci che verrà fa discutere la città. Il gruppo di opposizione Sinistra per Volterra si schiera contro, «si svende il nostro bellissimo territorio», dicono. Carte comunali alla mano salta fuori che il piano regolatore prevede in loco tutto ciò, ovvero la realizzazione di un quartiere residenziale, turistico. Si permette, infatti, la creazione di nuovi edifici attraverso l'espansione dei volumi esistenti di ulteriori 8mila metri quadri. Si va poi nei dettagli, su ciò che può essere demolito, tipo gli edifici dell'ex officina giudiziaria ed il padiglione Sarteschi, si parla di 20mila metri quadri di verde («Il mantenimento del parco è la prima condizione per il riutilizzo dell'area»), parcheggi pubblici pari a quattordicimila metri quadrati. Un occhio di riguardo va, invece, ai tre padiglioni Charcot, Maragliano, Ferri - identificati con i nomi dei medici che lavoravano nell'ex manicomio chiuso dopo la legge Basaglia del 1978 - si prevedono, infatti, «interventi di recupero senza mutamento di destinazione d'uso». Nel piano strutturale il Comune lancia un messaggio chiaro: gli spazi aperti dovranno essere fruiti anche dai cittadini. Per questo chiede la realizzazione di uno spazio spettacoli.
VOLTERRA. Un piano per 200 appartamenti di lusso. A Volterra villaggio vip nell'ex manicomio
Il manicomio di Volterra sta per essere trasformato in un complesso turistico extralusso di 200 appartamenti. L'investimento è di 25 milioni di euro. Il progetto, chiamato Poggio alle Croci, prevede la creazione di piscine, un centro benessere e un'area per concerti. Il Comune ha detto le sue condizioni, ma la polemica è alta. Un gruppo di opposizione si schiera contro il progetto, che considera la vendita del territorio. Il passato del manicomio è ancora vivo, con storie di dolore e follia che sono state trasformate in lettere scritte dagli internati ai loro cari. Il progetto prevede l'intervento di recupero senza mutamento di destinazione d'uso per tre padiglioni.
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